mercoledì 30 ottobre 2013

BEPPE GRILLO E IL CONCETTO DI POPULISMO

L'articolo comparso oggi sul Fatto Quotidiano, a meno di smentita dello stesso Grillo, credo che chiarisca definitivamente quale sia il concetto di democrazia dell'ex comico genovese.
Insomma, chi accusa Grillo di essere un populista tenga ben in mente quanto riportato nel retroscena del Fatto: c'è il rischio che Beppe lo prenda come un complimento.

Ma mi dite come fate a votare uno così?
POVERA ITALIA (in tutti i sensi) !

IL PIEDE DI PARACELSO NELLA PORTA

Se avete masticato qualche volta Cialdini (intendo Robert, non certo Enrico il macellaio), ricorderete di certo quella semplice e potente tecnica persuasiva nota come "piede nella porta".
Se avete masticato qualche volta Melville (intendo il vecchio zio Herman), ricorderete (forse) il riferimento a Paracelso e al rimedio di rara virtù per placar il tumulto d'ira.
Bene, e quindi?
Ora vengo e mi spiego.
Oggi, mentre pascolavo a mezzacosta i miei radi e ruvidi neuroni sul dolce pendio dell'inutilità, ho sentito la necessità impellente del ben noto  riflesso d'idraulica liberazione e, lungi da me il combattere l'ardua battaglia del trattenere, ho raggiunto a piè sospinto la spirata ritirata.
Afferrato il profilo di porta con mano mancina, visto che mancava di maniglia dall'interno, sono entrato precedendo il battente trascinato di slancio a seguir in chiusura la mia scia.
Quando l'ultimo spiraglio di luce stava per spegnersi, denunciando l'arrivo al traguardo della porta  ed il mio essere solo  nel ricovero fisiologico, d'istinto ho agito con mano destra automatica sul meccanismo di chiusura del battente ancora in movimento.

Un istante, un urlo. 
Il mio urlo.

Dolore lancinante.
Qualche secondo di buio, fedelmente accompagnato da scontata imprecazione, poi il richiamo all'ordine dei neuroni: che diamine è successo?
Prima risposta del comitato di liberazione celebrale:  un pitbull deve avermi raggiunto all'ultimo istante, addentandomi un dito.
Comitato sciolto all'unanimità e neuroni con la giornata libera.
Nessuna idea ulteriore in proposito.
Il dito, ecco l'origine del dolore.
Sangue e scarpe hanno iniziato a rincorrersi  sul  pavimento, in un turbinio di arzigogoli ematici, finché non sono caduto  finalmente preda dell'ira.Dico finalmente perché l'ira, per quanto tiranna, annuncia sempre l'ultimo atto delle tragedie.
Tra le pieghe dei pensieri sono comparsi  Cialdini,Melville e poi fustini dixan, ramponi,,venditori porta a porta, Paracelso e, infine, il soffio velenoso del leviatano.
Ho messo le mani a cucchiaio, nella speranza di raccogliere il salvifico nettare oleoso di balena, ma ciò che ho recuperato è stato solo il ferroso, rossastro grumo oramai imbrunito dall'anossia.
Nessun modo di tenere a bada l'ira insomma.
L'ultima cosa che ricordo prima dell'oblio sono state le parole sussurrate da Cialdini: 
ci dovevi mettere il piede, non il dito!

Si lo so, potevo semplicemente scrivere: oggi,mentre andavo al cesso,mi sono distratto e mi sono chiuso il dito nella porta in tipico stile fantozziano. Dolore cane e taglietto sanguinolento che, per quanto piccolo, ha interessato una zona intensamente irrorata.. Forse mi casca l'unghia dell'indice.
Avrei potuto dire anche così, ma volete mettere la differenza con tutte le paturnie che ho scritto sopra?

NB: tornando un attimo seri,volevo dire che la caccia alle balene che ancora oggi alcuni paesi praticano (tipo il Giappone) è una vergogna indegna ed insostenibile!!



VOTO PALESE SU DECADENZA BERLUSCONI

La giunta per il regolamento del Senato ha deciso che il voto sulla decadenza del senatore Berlusconi sarà palese.
Soliti tuoni e lampi dal PDL, ma senza che caschi né una goccia di pioggia, né tanto meno il governo.
Il bubù dei pidiellini ha raggiunto un livello di credibilità così basso da rasentare il patetico.
Ci saranno conseguenza....boom!
Il Governo è a rischio....boom!
Un duro colpo alla democrazia....boom!
Se decade Berlusconi il Governo non c'è più.....boom!
Un sacco di boom, ma il Governo non cade e non cadrà.
Perché a Berlusconi non conviene; altrimenti avrebbe già buttato tutto all'aria.
Continuiamo a "goderci" lo spettacolo del teatrino della politica, che tanto siamo masochisti.
Puah!

martedì 29 ottobre 2013

PROCESSO MEDIASET: BERLUSCONI E LE MOTIVAZIONI DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO


Dovendo solo ricalcolare la pena accessoria dell'interdizione dai pubblici uffici, i giudici della Corte d'Appello di Milano hanno potuto spiegare le motivazioni senza dilungarsi in centinaia di pagine di visto qui e visto lì, considerato qui e considerato lì.
Quindi non avete scuse: dategli almeno un'occhiata (per esempio qui).


Anche se il cuore delle motivazioni è in due o tre frasi che vi riporto alla fine di questo post, non si può ignorare l'introduzione con tanto di schiaffone della Corte alla difesa di Berlusconi.
Infatti, a mio parere, i prezzolati avvocati del condannato non fanno una bella figura e le obiezioni mosse sono confutate dalla Corte con una semplicità che, anche per un non addetto ai lavori come il sottoscritto, non può che denunciare l'inconsistenza delle tesi difensive.

Chiudo implorando pietà:  Berlusconi, dimettiti! 
..................................................
ecco qualche frase tratta dal testo integrale pubblicato dal Fatto Quotidiano al link che ho riportato sopra:(il grassetto è mio):

Esaminando ora il reale oggetto del presente giudizio, si osserva che la condotta ascritta all’imputato consiste in una complessa attività finalizzata a realizzare un’imponente evasione fiscale. E’ stato accertato con le sentenze di primo e secondo grado, passate al vaglio della Suprema Corte e quindi divenute definitive, ad eccezione della determinazione della durata della pena accessoria della interdizione dai Pubblici Uffici, che fin dalla seconda metà dagli anni ’80, epoca in cui Berlusconi era presidente della Fininvest, era stato ideato e organizzato un sistema in forza del quale le sue società acquistavano diritti di trasmissione televisiva a prezzi artificiosamente lievitati a causa del passaggio dei diritti stessi attraverso una serie di società infragruppo, prima, e società solo apparentemente terze, poi; i passaggi intermedi erano privi di funzione commerciale e quindi solo strumentali all’esposizione nelle dichiarazioni dei redditi delle società di costi gonfiati, con il conseguente risultato di abbassare il reddito relativo e di evadere quindi le imposte.
......
L’imputato è stato ritenuto ideatore, organizzatore del sistema e fruitore dei vantaggi relativi.
......
L’oggettiva gravità del fatto deriva: dalla complessità del sistema creato anche per poter più facilmente occultare l’evasione, sistema operante in territorio mondiale, attraverso numerosi soggetti, società fittizie di proprietà di Berlusconi o di fatto facenti capo a Fininvest, e attraverso un meccanismo di contrattazione secretata (creazione di contratti “master” e subcontratti ); 
......
dalla gravità del danno provocato all’Erario e quindi allo Stato , danno che solo per i due anni sopravvissuti alla prescrizione ammonta a 7 milioni e 300.000 euro.
Sotto il profilo soggettivo va valutato che gli accertamenti contenuti nella sentenza della Corte d’Appello, divenuta definitiva ad eccezione del capo qui esaminato, dimostrano la particolare intensità del dolo dell’imputato nella commissione del reato contestato e perseveranza in esso. In particolare la sentenza ha definitivamente accertato che Berlusconi è stato l’ideatore ed organizzatore negli anni ’80 della galassia di società estere, alcune delle quali occulte, collettrici di fondi neri e – per quanto qui interessa – apparenti intermediarie nell’acquisto dei diritti televisivi; lo stesso Berlusconi ha continuato ad avvantaggiarsi del medesimo meccanismo anche dopo la quotazione in borsa di Mediaset nel 1994, pur essendo state parzialmente modificate le società intermediarie, in particolare con la già citata costituzione di IMS, avvalendosi sempre della collaborazione dei medesimi soggetti a lui molto vicini: Lorenzano e Bernasconi, quest’ultimo finché in vita; tant’è vero che in quel periodo Berlusconi aveva continuato a partecipare alle riunioni “per decidere le strategie del gruppo”.
..............
A ciò si deve anche aggiungere che il ruolo pubblicamente assunto dall’imputato, non più e non solo come uno dei principali imprenditori incidenti sull’economia italiana, ma anche e soprattutto come uomo politico, aggrava la valutazione della sua condotta. Alla luce di tali considerazioni si ritiene che anche la durata della pena accessoria della interdizione dai pubblici uffici debba essere commisurata alla oggettiva gravità dei fatti contestati e quindi non possa attestarsi sul minimo della pena. 
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lunedì 28 ottobre 2013

CHE ADESSO SI RITIRA

....che adesso si ritira, basso sfila tra la gente come un innocente che non c'entra niente!
Ma il livore ha il livore come solo argomento e il tumulto del volgo ha carpito il momento!
Così fu questo orrore che dall'ansia di perdersi s'è bevuta in un giorno la certezza di aversi.
E l'Italia destata sente l'acqua che scende, dai vestiti stracciati, da ogni pianto di gente;
nei suoi tram scollegati da ogni distanza, nel bel mezzo del marcio che adesso le avanza.
Così fu quell'orrore dal mancato finale, così subdolo e finto da potervi ingannare

(La fine del tiranno puzza di solitudine. La giusta fine di un'anima nera!)


domenica 27 ottobre 2013

DATAGATE: QUALCHE RIFLESSIONE A FREDDO

Riflettendo sullo "scandalo" più scontato del secolo, il Datagate appunto, ho pensato a quanto siano tristi questi tempi.
Siamo connessi 24 h al giorno, sempre raggiungibili grazie a potentissimi smartphone, culturalmente più attrezzati dei nostri genitori, infinitamente più ricchi dei nostri nonni, eppure ci beviamo ogni cazzata che ci propinano i nostri politicanti dalle loro ville dorate.
Come possiamo credere che lo sdegno della Merkel e degli altri politici europei (Letta compreso) sia qualcosa più di una finta ed ipocrita reazione di facciata? 
Perché, diversamente, dovremmo credere davvero che gli americani intercettino tutti senza che i servizi segreti degli stati europei e, di conseguenza, i nostri governanti, ne siano a conoscenza.
Questa che è palesemente una fesseria ciclopica potrebbe essere vera solo in due casi che riporto per pura,leziosa e sbananante necessità:
1) se i servizi segreti (e quindi anche i nostri) celassero ai loro rispettivi governi la scandalosa attività di spionaggio degli USA;
2) se le tecnologie USA fossero talmente superiori rispetto a quelle degli altri paesi, da agire davvero indisturbati ed alla sincera insaputa dei servizi e,quindi, dei governanti che spiano.

In entrambi i casi dovrebbero saltare numerose poltrone.
Ma come sempre accade, la soluzione più semplice è sempre quella più probabile: Merkel e compagnia sanno bene quali siano le attività americane e l'indignazione mostrata è solo l'ennesima brutta prova di recitazione per il popolo (pagante).
Insomma, l'ipocrisia regna sovrana.

Prima di chiudere però, sempre per restare in tema di ipocrisia, come non spendere due parole per la reazione di Obama allo scandalo?
Si è pubblicamente giustificato con un semplice "non ero informato, altrimenti non l'avrei permesso".
Le due regolette sopra riportate non calzano perfettamente anche per Obama, ma si possono adattare facilmente.
E' chiaro che è IMPOSSIBILE che al Presidente degli Stati Uniti siano state davvero celate queste attività (si parla di una spesa di 52miliardi di dollari, non so se mi spiego!)  ma diamo fiducia alle parole di Barak e proviamo a pensarci.
Con un bel copia incolla (che ci piace tanto), continuiamo come prima, apportando qualche piccola modifica......
Questa che è palesemente una fesseria ciclopica (Obama che non sapeva) potrebbe essere vera solo in due casi che riporto per pura,leziosa e strasbananante necessità:
1) se i servizi segreti USA celassero al Presidente degli Stati Uniti la scandalosa (e costosissima) attività di spionaggio;
2) se le tecnologie USA fossero talmente superiori rispetto a quelle degli altri paesi, da agire autonomamente ed all'insaputa degli stessi servizi segreti USA (una sorta di Matrix nel quale le macchine prendono il controllo dei sistemi).

Nel primo caso  dovrebbero saltare numerose poltrone (prima di tutto quella di Obama), nel secondo (messo lì tanto per ridere) servirebbe Hollywood e un bel pacco formato famiglia di popcorn.
Ma come sempre accade,anche in questo caso la soluzione più semplice è sempre quella più probabile: Obama sa bene quali siano le attività americane e lo stupore  mostrato, con annessa giustifica da terza elementare (poteva dire che il cane gli aveva mangiato i report), è solo l'ennesima brutta prova di recitazione per il popolo (pagante).
Insomma, l'ipocrisia regna sovrana.
E noi?
Zitti e muti come pecore.

L'ASPETTATIVA DI VITA NEGLI USA E IL SOGNO AMERICANO

Oggi mi è cascato l'occhio su quell'osceno programma di Dmax nel quale un tamarro si ingozza di cibo spazzatura fino a scoppiare (man vs food), andando in giro per gli USA alla ricerca dei "ristoranti" più caratteristici, noti o comunque degni di una sosta(!).

Mentre riflettevo sulla stupidità di questo spettacolo indecoroso, mi è venuto in mente quel film documentario di Morgan Spurlock "Super size me", incentrato sugli effetti dannosi della dieta da fast food, tipica dell'americano medio.
Considerate poi le note statistiche sull'obesità del popolo USA, la domanda successiva è stata automatica: ma qual è l'attesa di vita del popolo che si vanta di vivere nella migliore democrazia del mondo?
In qualche secondo di ricerca in rete ho trovato la risposta e vi assicuro che è strabiliante.

Su questo link per esempio potete trovare le statistiche CIA WORLD FACTBOOK che vedono gli USA all'impensabile 46imo posto (dietro nazioni molto ma molto più povere o, come direbbero gli yankee, meno evolute), mentre su quest'altro potete trovare l'ottima analisi, in verità un po' datata (è del 2010), di Carotenuto.
A questo punto vi chiederete: e quindi? Che cacchio hai voluto dimostrare confrontando attesa di vita e ricchezza economica/livello di democrazia?
Niente, come sempre.
Ho solo cercato di far riflettere sul fatto che questo modello di sviluppo a trazione nord americana ha già fallito. Non è sostenibile né in termini di risorse ambientali ed energetiche, né per livello di benessere degli esseri umani. Il modello capitalista riflesso nello specchio USA mostra una società fatta di milioni di poveri che non hanno accesso a cure mediche, istruzione, lavori dignitosi e perfino cibo che non sia definibile diversamente da "spazzatura", e di una ristrettissima minoranza di miliardari che vivono nel lusso senza etica e civiltà. E questo fa impressione tanto più  che, se tutti i terrestri volessero vivere  nello stile USA, servirebbero già oggi ben 7 pianeti.
Sfruttano, sprecano, inquinano, fanno guerre, ingrassano, vivono poco e male e per fare tutto questo necessitano delle risorse di 7 pianeti, pur potendo disporre (in verità a proprio piacimento) solo di uno?
E' davvero questo il modello al quale vogliamo aspirare?
Questo è il vero "sogno americano"?
Dormire stanno dormendo, ma è un incubo quello che costruiscono giorno dopo giorno, non un sogno!

ESERCITI DI CARTA - COME SI FA INFORMAZIONE IN ITALIA


Ho appena letto il libro "Eserciti di carta-come si fa informazione in Italia" di Ferdinando Giugliano e John Lloyd.
Un libro che affronta in modo analitico la situazione del nostro giornalismo, mostrando uno scenario prevedibilmente desolante.
Belpietro, Sallusti, Minzolini, Vespa, niente ci è risparmiato in queste 274 pagine; gli autori ci illustrano quanto sia determinante il conflitto di interessi berlusconiano nel decadimento totale dei nostri media e vi assicuro che c'è poco da ridere.
La vivisezione non risparmia né i giornali, né la TV (sia pubblica che privata), scavando fino all'osso il vero cancro che sta uccidendo il nostro senso civico, la nostra stessa civiltà.  

Ma se la Destra di Berlusconi (proprio sua) esce con le ossa rotte, anche la Sinistra (di chi?)  è sfigurata da quest'analisi.

Anche se alla fine del libro gli autori intravedono una speranza di cambiamento, tanto da lanciare una sfida di rinnovamento ai giornalisti di domani, l'impressione è che la situazione sia totalmente irrecuperabile.
Per quelli come me che amano farsi del male, ne consiglio vivamente la lettura.
Tra l'altro affronta anche il tema web, buttando un occhio su Beppe Grillo e sul mondo dei blog.
E il comico (anzi ex comico) genovese ha poco da ridere.
E' un libro scritto da nostri contemporanei, ma sembra provenire dal futuro.
Un futuro nel quale i nostri posteri si chiederanno sdegnati: ma come avete fatto a sopportare 20 anni di berlusconismo? Come avete fatto a votarlo? Come avete potuto ? Come?

In conclusione, libro consigliato


(immagine tratta da qui)




LA DISCESA IN CAMPO DELLA FIGLIA DI

Le tecniche di propaganda usate dal carrozzone del "bitum-chiomato" sono sempre le stesse, datate come il padrone, ma non per questo inefficaci.
Per mesi hanno fatto trapelare la notizia dell'imminente "discesa in campo" (come odio questa definizione!) della "figlia di", seguita puntualmente dalla smentita.
In questo modo non hanno solo abituato il popolo all'idea della successione, ma hanno anche creato un'attesa ansiosa di conferma.
Queste due tecniche abilmente miscelate con la tremenda macchina mediatica di cui dispone, hanno permesso di silenziare l'unica reazione ammissibile dinanzi a questa successione dinastica di stampo tipicamente medievale: lo sdegno.
Si perché a prescindere dalle eventuali capacità della "figlia di", il metodo di selezione di questo nuovo "leader" fa a pugni con la retorica della meritocrazia che da 20 anni ciancicano 'sti quattro burini.
Siamo ancora alla discendenza di sangue come nella migliore tradizione della monarchia medievale.
Puah!
Mi schifo solo a pensare a tutta la gente pronta a scendere in piazza con la bava alla bocca, le bandiere colorate, lo sguardo inebetito e sognante, ad osannare il frutto dello stesso albero marcio che ha già distrutto l'Italia.
Il colpo di teatro più telefonato della storia sarà annunciato l'8 dicembre, per oscurare il "trionfo" dell'altro pistolotto che ci ritroviamo a sinistra.
Lo scontro elettorale del 2014 fa venire i brividi.
Da un lato la "figlia di", pronta ad un nuovo "miracolo italiano" a tanto al kg, dall'altro il giovane vecchio tutta spocchia e luoghi comuni.
Ci sarà da piangere.
Naturalmente il grande burattinaio nano continuerà a fare il bello ed il cattivo tempo, condizionando la politica ai suoi voleri, ai suoi interessi. Come sempre.
Il codazzo dei manutengoli è pronto da mesi alla successione, così come il popolo già ammaestrato dalla TV.
L'incubo continua e non si estinguerà con il tempo che la sorte concederà al nano.
Fintanto che la morsa del controllo mediatico,economico e politico sarà stretta nelle mani di una sola famiglia, cambierà il volto (a volte anche dello stesso pupazzo, visti i lifting frequenti) ma non l'azione.
L'Italia dei feudi e dei signorotti non è mai cambiata e non lo farà di certo ora.
Il centro sinistra continuerà a servire il nuovo padrone, perdendo come sempre la faccia.
Tutto cambierà, affinché niente cambi.
Il Grillo parlante continuerà a fare il Masaniello, ingrassando il culo alle spalle del popolo adorante.
Il futuro è tetro come l'anima di questa gente!
Povera Italia!

sabato 26 ottobre 2013

IL SINDACO DI ADRO E LA CORTE DEI CONTI

Eccoci arrivati finalmente alla condanna della Corte dei Conti per il Sindaco di Adro e per la sua giunta, causata dalla famosa vicenda del "sole delle Alpi" nella scuola comunale.
Aver riempito la scuola dei simboli citati ha determinato un danno per la Pubblica Amministrazione, quantificato in:
7.398 euro a carico del Sindaco Lancini:
528 euro a carico di ognuno dei 6 assessori;
Ora sarebbe carino che le giunte comunali/provinciali che si sono insediate nei comuni e nelle province precedentemente a guida leghista, facessero una verifica sulle altre opere pubbliche nelle quali quel simbolo politico è stato riprodotto a spesa di tutti (vedi per esempio le tante rotonde stradali col "sole delle Alpi" in bella mostra; ma gli esempi sono diversi).
Volte un esempio?
L'ho già fatto in passato, ma continua a tormentarmi e quindi lo riporto nuovamente.
Nella foto tratta da Google Maps uno scorcio della centralissima via Bovara a Lecco, a qualche passo dal Liceo Scientifico. Hanno usato i sanpietrini per disegnare quel simbolo.....
La foto di Google è del settembre 2010 ma posso assicurarvi che quel simbolo è ancora lì perché lo vedo continuamente e lo calpesto nel camminarci sopra.
Naturalmente di esempi ce ne sono molti altri ma vorrei chiudere qui, per evitare il mal di stomaco.
I soliti leghisti....non migliorano mai!

ecco la foto tratta da Google...



E' RINATA FORZAGNOCCA

Aspettavamo con ansia la rinascita del partito di plastica del NANO.
Bene, ora che hai fatto il ruttino, possiamo restare serviti così?
O hai in programma qualche altra vaccata?
20 anni sono passati e si vedono tutti.
Le plastiche facciali, i lifting, le pompette, i trapianti piliferi, il cerone, le luci, la calza sull'obiettivo della telecamera, le mignotte, tutto come e peggio di prima.
Quasi tutto.
Si, perché rispetto a 20 anni fa, l'Italia oggi ha le pezze al culo.
Anzi no, neanche le pezze.
Sei l'anomalia, la pustola puzzolente che infetta il fungo velenoso!
Sei tutto il peggio del peggio.
Tic tac...tic tac...lo senti il freddo del marmo che si avvicina?
Goditi le tue pilloline blu, che il tempo vola.
E la favola che ti sei bevuto, pagando suon di miliardi, è falsa come te.
Non sei immortale e non vivrai fino a 120 anni.
Hai voglia a congelarti nel tuo macchinario scavato nel mausoleo massone.
Odiare i mascalzoni è cosa nobile perché, a ben vedere, vuol dire onorare le persone oneste.
E io ti odio FOTTUTO CRIMINALE!


ANGELINO VAI A CASA!

Dopo lo schiaffone politico di oggi, dopo che Papi l'ha apertamente richiamato come un discolo ingrato, mi chiedo come faccia Angelino a continuare in questo modo.
Va bene essere un delfino di professione, va bene assecondare il "capo" in ogni sua ossessione, ma quante volte si può perdere la faccia prima di dire basta?
Ma davvero il vantarsi del titolo di onorevole ed il guadagnare 20mila euro al mese basta per perdere ogni traccia di dignità personale?
Evidentemente si.
Qui non si tratta più solo di una questione tra privati.
Qui si tratta della dignità delle nostre Istituzioni, prima ancora che di quella dell'uomo in questione.
POVERA ITALIA!

DRAQUILA, PER FARMI ANCORA DEL MALE

Ho appena finito di farmi del male, riguardando il film Draquila di Sabina Guzzanti.
Fossimo un Paese normale, basterebbe la visione di questo film per chiedere che Berlusconi si allontani a gambe levate dalla vita pubblica.
E invece no.
Nonostante tutti gli scandali successivi al film, la condanna, i processi, le intercettazioni e tutto il carrozzone noto, Berlusconi continua a determinare di fatto la vita politica italiana e le scelte del Governo.
Nonostante tutto, grazie al suo potere mediatico ed alla micidiale macchina persuasiva delle sue TV, ma anche alla complicità dei politicanti e dei giornalisti a gettoni, siamo ancora in attesa del suo "passo indietro".
Sono disgustato!

LETTA DIMETTITI!

venerdì 25 ottobre 2013

LA SINDROME DI NERONE DI ERRICO BUONANNO

Ho appena letto il libro "la sindrome di Nerone" di Errico Buonanno, un saggio di 200 pagine circa nelle quali l'autore cerca di sviluppare una tesi già nota ma, non per questo, poco interessante: visto che i più grandi tiranni della storia, anche contemporanea, sono stati tutti artisti falliti, c'è un legame tra le frustrazioni del fallimento artistico e lo sviluppo delle alchimie politiche che portano alla tirannide?
Ogni capitolo è dedicato ad un dittatore, del quale si narra la triste parabola artistica e lo sfogo delle sue frustrazioni e del suo risentimento fino alla presa del potere. Ogni storia sembra diversa solo al principio, incanalandosi poi in un già visto che mette i brividi. Se il parallelo Hitler - Mussolini appare scontato, si fatica un po' di più con Karl Marx, Che Guevara e Stalin. Non mancano i colpi di scena e le storie improponibili come quelle del regime nord coreano e del suo Kim Jong-il.
La "sindrome" riconosciuta a tutti i tiranni della storia, anche quelli apparentemente più illuminati (vedi Napoleone), lascia una misera considerazione di fronte alla quale siamo nudi come vermi, sintetizzabili con una domanda: se invece di bocciare la mancanza di talento del giovane paesaggista Hitler, i suoi contemporanei l'avessero valutato con più furbo favore, si sarebbe disinnescata la bomba di odio e risentimenti che dopo qualche anno avrebbe acceso la stella diabolica del tiranno?
La stessa domanda si ripete per il giovane scrittore mangiapreti nonché violinista di Predappio, per l'aspirante poeta georgiano, per il regista in erba nord coreano, etc etc.
Naturalmente a questa domanda non c'è risposta, tanto più che l'automatismo "mancanza di talento-aspirazioni massime-sete di potere artistico-ripiego rancoroso in politica-presa del potere autoritaria-tirannide" non è affatto scontato. Quanti mediocri restano nell'anonimato, schiacciati dal peso rancoroso del fallimento artistico, senza per questo trovare valvole di sfogo così fortunate per il proprio ego e sfortunate per il popolo?
Gli spunti tragicomici del libro sono numerosi, un po' smorzati dall'idea di aver a che fare con la malvagità di tipi come Goebbels, Hitler o Saddam, ma ben presto si resta avvinghiati da un moto di tristezza tipico della consapevolezza.
Si, perché è chiaro che chi si macchia di atrocità così tremende, prima ancora che un mostro malvagio,  è un patetico fissato, vittima della propria insicurezza e dei propri fallimenti. 
Quante volte ripensando a gente come Mussolini o Hitler mi sono ritrovato in uno stato ambivalente di odio e di pena?
Mostri malvagi, carnefici di vittime innocenti ma anche della loro triste e patetica anima.
Un bel libro, ricco di aneddoti sui quali riflettere e di concetti da analizzare, quest'ultimi non tutti condivisibili, ma che allargano gli orizzonti della mente.
Il paradosso della macchina del tempo vale anche qui: potendo tornare indietro nel tempo, siete sicuri che non provereste in tutti i modi a lanciare la carriera del giovane pittore austriaco Adolf , spendendo tutti i vostri averi per supportarlo nel suo percorso artistico?
Io, per esempio, lo farai di certo.

Libro consigliato!

giovedì 24 ottobre 2013

SPINNING

Da qualche settimana ho iniziato una nuova avventura sportiva: lo spinning!

Dico avventura non per caso, ma avrei potuto anche osare odissea; si perché dopo quell'ora di pedalata riuscire a tornare a casa non è un'impresa da poco.
Pur vantandomi (senza averne merito) di essere un ciclista amatore di livello medio-basso-molto basso, mi sono tenuto sempre a debita distanza da questa attività indoor, perché pensavo fosse noiosa e, comunque, non efficace quanto le pedalate on the road.

Mi sono dovuto ricredere.
A parte essere molto coinvolgente, praticamente mi sfonda le gambe.

Un'ora dove, se si vuole, si può dare davvero tutto.
Cosa che naturalmente faccio.

L'altro giorno ho pensato di "controllare" la mia "performance" col cardio, restando di stucco: 170-180bpm per la gran parte della pedalata e comunque mai sotto i 150.
Per capirci, questi picchi su strada li raggiungo solo su rampe con pendenze superiori al 15%.
Si lo so, qualche espertone potrà notare che con queste pulsazioni lavoro certamente sopra soglia ed in fase anaerobica. Vero, ma conto di abbassare i battiti col tempo e con l'esperienza.

NB: per chi volesse intraprendere lo spinning, ma non pensa di esserne capace, devo fare una precisazione doverosa. La resistenza del volano e, quindi, la fatica conseguente, è determinata direttamente da ciascun "atleta", regolando la manopola posta su ogni bike. Questo vuol dire che in quell'ora di pedalata, ognuno dà quello che può o che vuole. La forma arriverà col tempo e con l'allenamento. Che poi, a pensarci, anche chi scoppia arriva al traguardo insieme al gruppo!



(foto tratta da questo sito qui)




UNO SPLENDIDO RAPACE ED UN PESSIMO UOMO

Oggi un amico mi ha mostrato un gheppio ferito che, dopo il ritrovamento, stava per essere consegnato ai volontari del centro di cura dei rapaci LIPU/WWF.
Qualche cacciatore stronzo, sfigato, vigliacco e bastardo (potrei continuare con le offese fino a domani) l'ha impallinato ad un'ala, per sfogare evidentemente le sue frustrazioni da perdente e piccolo uomo.
Fortunatamente la ferita non era grave e, dopo le cure affettuose dei volontari, mi è stato detto che tornerà a volare come prima.   
Oltre ad essere curioso e simpatico, era di una bellezza estrema.

Tra l'altro, come riportato sull'anellino che aveva alla zampa, veniva dalla Finlandia!!!!!
Ho anche scattato qualche foto con il mio cellulare ma, come ho scoperto poco fa, essendo un residuato bellico,non c'è modo di trasferirle sul pc.
Nell'attesa di risolvere il problema tecnico (ho sguinzagliato l'esperta informatica Zupacchiotta), vi dovete accontentare di una foto pescata in rete, tratta dal sito della brava Sveva Sagramola:

(è o non è uno spettacolo?)

In realtà questo di Sveva è un po' più bruno, ma magari dipende dal periodo dell'anno.

Aggiornamento.
Dopo 2 minuti Zupacchiotta ha trovato il modo di estrarre le mie foto dal cellulare!!!!
Ho scelto la "migliore" ma, considerando che è di soli 10Kb, dovete accontentarvi.
Alla prossima guagliù, statevi bbuono!

                                                      (ripeto: è o non è uno spettacolo?)

mercoledì 23 ottobre 2013

NSA, OBAMA E LA MERKEL


Le anime candide che ci governano continuano a scoprire l'acqua calda.
Per l'ennesima volta sono caduti dalle nuvole: gli USA spiano intere nazioni, non solo per combattere il terrorismo?
Ma dai?
Anche se già smentita niente meno che da Obama, circola anche la notizia che sarebbe perfino intercettato il cellulare di Angela Merkel.
Ma dai?
Considerato quanto contiamo nello scenario internazionale e, soprattutto, visto il livello dei nostri politici, immagino che i tecnici NSA che hanno la sventura di dover intercettare il nostro Paese, siano messi lì per punizione o per incapacità manifesta!


Quella che da molti è considerata a torto la migliore democrazia del mondo, gli USA appunto, non perde mai l'occasione per dimostrare quale sia il vero senso del "sogno americano".
Comandare sul pianeta, come e più di sempre.
Yankees, ora che ho sparato a zero sul vostro misero Paese, intercettatemi 'sta cippa! 

RINVIO A GIUDIZIO PER BERLUSCONI

Oggi Berlusconi Silvio, già condannato in via definitiva per frode fiscale,  è stato rinviato a giudizio per la presunta compravendita di senatori del "caso De Gregorio".
In attesa del processo, posso solo provare una profonda pena per chi continua a sostenerlo.
Proprio uno statista modello!

martedì 22 ottobre 2013

BRUNETTA VS MARADONA (E FAZIO)

L'onorevole Brunetta continua la sua personale "battaglia" contro Fabio Fazio, cogliendo l'occasione per mostrarsi indignato nei confronti del "gesto dell'ombrello" fatto da Maradona contro  Equitalia.
Come non essere d'accordo con Brunetta quando spara a zero sul Maradona evasore?
Quello che però lascia un po' stupiti è il Brunetta che non fa altrettanto quando si tratta di condannare il frodatore fiscale Berlusconi Silvio. 
O meglio, perché Brunetta può credere all'innocenza rivendicata dal condannato in via definitiva Berlusconi Silvio e non a quella osannata da Maradona?
Per me sono tutti colpevoli.
Il frodatore di Arcore, l'evasore argentino il politico che vede solo quello che gli conviene.
On. Brunetta, potrebbe farci un regalo?
Potrebbe dimettersi, ritirandosi a vita privata?
Chiedo troppo?
Pietà per noi poveracci!

lunedì 21 ottobre 2013

COME SCARICARE UN PODCAST

Pensavo di averlo scritto in un altro post ma, non avendone trovata traccia, ripropongo un semplice metodo per scaricare i podcast dal sito Rai.tv.
Sul sito della Rai infatti, anche se i podcast possono essere ascoltati direttamente da pc, non sempre possono essere scaricati.
Ok, procediamo per punti:

AGGIORNAMENTO IMPORTANTE.

Mi è stato segnalato che, pur essendo fruibili in modo del tutto gratuito, scaricare i podcast non scaricabili in modo "normale" dal sito Rai potrebbe non essere propriamente corretto per il copyright.
Nel dubbio, sono costretto quindi ad eliminare lo spiegone del "come fare a... ".
Se qualcuno avesse necessità, mi contatti tramite email.
Alla prossima.

domenica 20 ottobre 2013

ANCORA SU GOVERNI E PECORE

<<Perché tu credi che i pastori o i bovari mirino al bene delle pecore o dei buoi e li ingrassino e li curino con uno scopo diverso dal bene dei padroni e loro proprio. E così pensi che anche i governanti degli stati, intendo i governanti nel vero senso della parola, siano rispetto ai sudditi in uno stato d’animo assai diverso da quello che si può avere rispetto a pecore>>
(Platone, Repubblica I)

sabato 19 ottobre 2013

MANIFESTO LEGA NORD (CON COMMENTO)


Oggi, mentre me ne andavo a zonzo, non ti becco un manifesto della Lega Nord di quelli che meritano una pernacchia grassa?
Mentre pensavo alla tonalità della pernacchia, ho notato che qualche altro simpatico mattacchione aveva già pensato bene di scrivere come la pensava, usando direttamente il manifesto.

Non ho potuto non fare qualche foto...

NB: in passato, quando i leghisti riempivano la Lombardia e il Veneto con ridicole scritte tipo "Nord libero" , "secessione", "Roma ladrona", ecc, ecc, IMBRATTANDO di fatto proprietà private o pubbliche, Umberto Bossi, tronfio dell'allora fortuna politica, invece di deprecare il perpetrare degli atti vandalici in questione, si esaltava commentando la cosa con una frase del tipo "i muri sono i libri del popolo". Bene, per quella "coerenza" che rivendicano da anni,  solo a parole naturalmente visto che hanno cambiato idee e linee politiche ogni giorno, immagino che i leghisti accetteranno le critiche che gli rivolge il popolo, usando i loro manifesti come "libro".
E ora le foto che vi avevo promesso:





venerdì 18 ottobre 2013

LA VERSIONE DI MICHELLE (BONEV)

Qualche giorno fa avevo scorto la notizia della Bonev sul Fatto e, oltre che rilanciarla umilmente su questo blog, ero rimasto molto sorpreso nello scoprire che la gran parte dei media l'aveva ignorata.
Sembrava una bomba ad alto potenziale piazzata nel centro di "piazza Italia", lasciata incredibilmente abbandonata.

Ieri sera Michele Santoro (per fortuna), uno dei pochi giornalisti veri, ha raccolto la notizia bomba e l'ha impacchettata nel suo programma TV, con tanto di fiocco e bigliettino dedica per mister B.
Michelle Bonev, presente in studio, non si è fatta intimorire dall'infantile tentativo di screditare il testimone scomodo ordito da un sempre meno credibile Belpietro, ed ha ripetuto per filo e per segno quanto aveva già riferito nella famosa intervista.
Secondo l'attrice bulgara il fidanzamento tra Berlusca e la Pascale sarebbe finto e, inoltre, la nuova fiamma di Silvio sarebbe lesbica.

Ma la Bonev ha raccontato molto altro, restituendo un quadretto che l'aspirante statista, nonché aspirante padre nobile della patria (!), difficilmente potrà appendere in salotto accanto all'attestato di cavaliere del lavoro (a proposito, ma è ancora cavaliere dopo la condanna?).
Naturalmente le reazioni dei peones del PDL rasentano il ridicolo. In queste ore stanno facendo la gara a chi trova l'offesa più infamante contro Santoro.
Per il momento in testa quello che l'ha definito un "serial killer", ma anche quello che gli ha dato della "cloaca" sta messo bene.
Insomma, il solito schifo.
In attesa che Francesca Pascale formalizzi la querela che per ora ha solo minacciato (pare che minacci una richiesta di risarcimento danni per 10milioni), e che quindi si faccia davvero luce su quest'ennesima triste vicenda, non possiamo far altro che implorare pietà.
Ogni giorno, per colpa dell'aspirante statista in questione, provo un moto di disgusto e di vergogna assoluto.
Quando finirà questo strazio?
Ormai gli italiani dovrebbero aver capito il personaggio.
O no?

mercoledì 16 ottobre 2013

GOVERNATI COME PECORE


Per mesi abbiamo dovuto ascoltare gli slogan di questi politici, e le promesse bla bla.
Quella più fastidiosa, l'eliminazione dell'IMU, l'hanno ripetuta fino alla noia, anche grazie al fatto che Berlusca si è fatto "garante" per gli italiani in questa crociata contro la tassa sulla prima casa bla bla.


Risultato?
Hanno tolto l'IMU a tutti (riccastri compresi) ed ora si inventano altre tasse con nomi improbabili, facendo pagare sempre e solo i poveri.


Ma davvero possiamo dar la colpa a questi politici?
Certo che no!

La colpa è del popolo che si lascia governare come fosse una belante accozzaglia di pecore senza cervello.
Stupide pecore, questo siete! 

lunedì 14 ottobre 2013

CROZZA, MATTEO RENZI E I RENZINI


Fremo nell'attesa che Crozza ci regali il suo nuovo personaggio, già anticipato in qualche spot TV.
Il comico ha messo in mira Matteo Renzi ancora una volta, caratterizzandolo però ancora meglio che nel passato.
Fantastici i "renzini", copia conforme dei Baci Perugina, cioccolatini con tanto di messaggio contenente il luogo comune, la frase ad effetto o le battute scontate che il sindaco di Firenze ci ripete da quando è comparso sulla scena politica.

Spero che Crozza lo "massacri" televisivamente, perché questo Renzi è INSOPPORTABILE!
Il fatto che nel PD sia considerato un "talento", una "risorsa" o una "speranza" descrive degnamente il baratro nel quale è precipitato il livello del partito politico più "grande" del centro sinistra (sic).

NB: Renzi, ma il gravoso impegno richiesto dall'essere il primo cittadino di Firenze è compatibile con la tua continua, costante ed estenuante attività mediatico-politico-televisiva?
Perché non ti dimetti e lasci la poltrona a qualcuno impegnato a tempo pieno in Comune? 

BRUNETTA VS FABIO FAZIO

E' la notizia del giorno (sic) per i TG nazionali, e questo la dice lunga sul livello attuale di politica ed informazione italica.
Lo scontro tra Renato Brunetta e Fabio Fazio è invece solo una delle solite manifestazioni di arroganza populista di certa politica, che ha rotto pesantemente i cabasisi.
Inutile dire che con la sua arroganza Brunetta farebbe diventare simpatico pure il demonio!

Fabio Fazio gli fa una domanda su Alitalia (quella che i giornalisti invece si guardano bene dal fare) e Brunetta, colpito nell'orgoglio (coda di paglia?) butta il pallone in tribuna rinfacciando al presentatore il suo contratto con la Rai.
Solito stile, solita solfa. Invece di rispondere nel merito si cerca la rissa con argomenti completamente slegati a quelli toccati dalla domanda.
Tutte le volte che lo vedo sbucare in TV, mi vengono in mente le parole con le quali D'Alema pensò bene di sistemarlo: è un energumeno tascabile!


NB: intendiamoci, non penso che i 5milioni del contratto di Fazio siano giusti; a prescindere dal bilancio spese-guadagni, ci vuole un limite di decenza che ponga un freno a questi stipendi milionari. Penso però che non si possa usare questo argomento per rispondere ad una domanda sul fallimento Alitalia che, non dimentichiamo, è targato, prima ancora che "made in Patrioti", "made in Silvio Berlusconi!"

domenica 13 ottobre 2013

BEPPE GRILLO VS IL FATTO QUOTIDIANO

L'ex comico genovese ieri ha ufficializzato un "divorzio" che era nell'aria da tempo, sconfessando quello che, sin dalla nascita, è sempre apparso come un giornale molto vicino : il Fatto Quotidiano.
Intendiamoci, come dimostra l'odierna "scissione", non è che il Fatto seguisse Grillo, è che facevano la stessa strada. Almeno fino a che Grillo non ha iniziato ad esagerare col suo populismo, supportando tesi leghiste e reazionarie.
Ma come tutti i grandi amori finiti, il sentimento passa ma il rancore resta.
Basta guardare il metodo scelto da Grillo per chiarire la situazione (un anonimo post col titolo "I falsi amici", per giunta a firma di un ignoto attivista).
Inutile dubitare sul fatto che già il titolo raffinato sia farina del sacco Grillo-Casaleggio. Più che a nemici vestiti da finti amici, personalmente ho pensato ai "falsi amici" che si incontrano nell'approccio alle altre lingue: termini della propria lingua che si ritrovano identici in un altro idioma, pur avendo in quest'ultimo un significato totalmente diverso. Insomma, Grillo ed il Fatto sembravano dire le stesse cose, ma il significato profondo era evidentemente diverso.
Come capita spesso quando due gallinacci strepitano spennandosi a vicenda, mi godo lo spettacolo!
Già la risposta di Scanzi a Grillo è degna di nota, un po' meno quelle di Travaglio (e fattela 'na risata ogni tanto a Travà!) e di Gomez.
Godiamoci i prossimi round signori miei.

Grillo basta fare il leghista!


IL NUOVO SPOT MEDIASET

Guardo pochissima TV (Santoro, Linea Notte, TG3, Gazebo, Report) e me ne vanto.
L'altro giorno, per sbaglio, ho schiacciato inavvertitamente il tasto 5 del telecomando, beccando una pubblicità paradossale.
Lo spot autoreferenziale delle reti Mediaset col quale lor signori ci ricordano nell'ordine che:

- non incassano finanziamenti pubblici;
- non sono colossi americani;
- contano solo sulle loro forze;
- ogni mattina lì arrivano migliaia di persone che cercano di fare il massimo per regalarci una televisione:
 > moderna;
 > vivace;
 > completa;
- 11 reti gratuite;
- centinaia di programmi in onda ogni giorno, anche su internet;
- che non ci costano niente;
- niente ;
- nemmeno un bollettino postale;

Chiude lo spottone la frase seguente:
 " Così, giusto per ricordarlo".

Ora, ci sarebbe molto da dire su quasi tutti i punti che elencano, ma tralascio analisi cervellotiche e mi concentro, più che sull'infausto merito, sull'infelice metodo.
Si perché, a parte che sulla qualità della TV che ci "regalano" ho moltissime riserve (nell'elenco hanno dimenticato le tette e i culi per esempio), quel "giusto per ricordarlo" suona come il rinfaccio bambinesco di colui che ti donato qualcosa e vuole sentirsi dire grazie.
Grazie un bel piffero.
E poi, gratis un cippa: che con la pubblicità con la quale rincoglioniscono milioni di italiani fanno una barca di denari e, inoltre, fanno vincere (o non perdere) le elezioni al loro padrone.
Se poi le loro azioni vanno giù a picco o schizzano alle stelle non è per la qualità della loro TV (che se fosse per quella avrebbero già chiuso da anni), ma per i successi o gli insuccessi politico-mediadico-giudiziari del padrone già citato.
Sperare che il popolo del telecomando, oltre che scaldarsi davanti al maxischermo TV pagato a rate, si indignino per quello spot, è come voler svuotare il mare con cucchiaio e secchiello.

NB: signori Mediaset, a me la vostra TV fa schifo (così, giusto per ricordarlo)

LA FUGA DI MISTER B


Sono mesi (anni?) che penso a questo epilogo, e chissà quante volte l'ho scritto già su questo blog.
Ma se prima a parlare di fuga eravamo in pochi, ora sembra che questa ipotesi non sia poi così remota.
Mentre scrivo, la prima notizia del Fatto Quotidiano riporta alcune indiscrezioni riguardanti proprio la possibile fuga di Mister B.


E' senza passaporto, ma  in quanti jet privati può accomodarsi senza che nessuno controlli?
Del resto c'è chi dice che abbia comprato la villa ad Antigua proprio perché non c'è l'estradizione con l'Italia.

Potrebbe essere la fuga più telefonata della storia del crimine, ma quello che è certo è che, se davvero il Caimano si darà alla macchia, le forze dell'ordine resteranno imbambolate e sorprese almeno quanto noi.
Aspetto da mesi (anni?) che la parabola del Caimano, ormai in fase decadente,  intercetti l'asse delle ascisse, ma quest'attesa mi logora.
La fuga potrebbe essere la fine di questa triste storia e, cosa più importante, la liberazione dell'Italia.
Si, la liberazione!

Perché l'abbraccio mortale di questo unto pregiudicato strangola il nostro Paese da quasi un ventennio.
Che poi sia colpa degli italiani, questa è cosa nota.
Infatti, contro ogni logica, c'è ancora gente che lo difende (e non parlo di quelli che col servilismo ci campano!).
Incredibilmente, stupidamente lo difende!

sabato 12 ottobre 2013

MARIO PASSI: VAJONT SENZA FINE

Ho letto il libro di Mario Passi "Vajont senza fine" e ve lo consiglio.
Più razionale e analitico del libro della Merlin, ma non per questo privo di coinvolgimento umano ed emozioni. Passi è uno tra i tanti giornalisti che accorsero il giorno dopo dell'onda, ma è uno dei pochi che restarono lì anche dopo che l'interesse mediatico passò (!).
A ripercorrere ancora una volta questa triste vicenda, si scopre con orrore che non è cambiato quasi niente. L'impressione è che i rimbalzi di responsabilità, le omissioni, la negligenza, l'incapacità, la vigliaccheria, l'avidità. la vanità ed il farla franca siano ancora oggi la regola in questo povero Paese.

Leggete il libro di Passi ed avrete un'idea di quanto poco sia cambiata l'Italia.
Purtroppo.

Per fortuna, allora come oggi, c'è anche chi dice no.
Ci sono stati magistrati, giudici, professori universitari, tecnici, giornalisti, amministratori e dirigenti pubblici che non si sono piegati.
Ce ne sono stati molti, tanti, troppi che invece per avidità, convenienza, codardia o incapacità, non hanno fatto altrettanto.
Così come accade oggi.
C'è stata una comunità che ha lottato contro tutto e tutti, e che è stata spazzata prima che dall'onda, dall'avidità di piccoli uomini senza scrupoli.
Quasi 2000 morti e delle condanne da incidente stradale colposo, per giunta indultate in gran parte.
Un'intera comunità polverizzata nella valle del Piave, e lo Stato, cioè sempre noi, a pagare i danni fatti da un'azienda privata protetta politicamente ed economicamente.
La tragedia del Vajont è ancora lì, a ricordarci da che parte stare.
Un ricordo che nell'Italia di oggi sembra affievolirsi, purtroppo.
Basta inaugurare qualche targa commemorativa o presenziare le manifestazioni di cordoglio a favore di fotografi e la nostra Politica va a dormire con la coscienza ripulita.
Schifosamente ripulita.
E il malaffare continua peggio di prima.
E le comunità sono lasciate nelle mani di barbari speculatori in cerca di guadagni facili ottenuti sulla pelle viva di cittadini onesti, innocenti ed indifesi.
Il privato compra i silenzi, le autorizzazioni, l'indifferenza, e poi lucra fino all'istante prima che arrivi l'irreparabile. Poi subentra lo Stato a pagare il conto.
Tanti pensano che oggi un nuovo Vajont non potrebbe mai ripetersi?
Dite?
Io penso invece che oggi sia ancora più facile, perché le classi dirigenti sono ancora più corrotte e, soprattutto, ancora più irresponsabili.
E soprattutto, oggi come ieri, sanno che resteranno impuniti.

NON DIMENTICARE!


venerdì 11 ottobre 2013

MICHELLE BONEV E LE RIVELAZIONI SU FRANCESCA E SILVIO


Lo so, lo so: sarebbero fatti loro, e anzi lo sono certamente.
Le vere o presunte relazioni sentimentali della Pascale o di Silviuccio fanno parte della loro sfera personale e, oltre a stracatafottermene un piffero, sono da lasciare al loro ambito familiare.

Le rivelazioni di Michelle Bonev sul suo blog riguardano però non un signor Rossi qualsiasi, ma l'ex più volte Primo Ministro italiano, senatore ancora non decaduto, e dai più (?) riconosciuto ancora leader del partito più votato del Centro Destra.

Premesso che le accuse che la sig.ra Bonev devono essere naturalmente provate e che quindi, ad oggi, restano da prendere con le pinze, non si può far altro che sperare che la Pascale, invece di minacciare solo la querela, sporga regolare denuncia.
A fronte di questo atto formale, i giudici dovranno necessariamente verificare le affermazioni, restituendo giustizia. 


Dopo tutte le premesse che ho fatto, qualcuno potrebbe dire: e quindi? Se so' fatti loro che c'ho dici a fa?
Voo dico pecché se l'onnorevole de cui sopra ha effettivamente messo nscena tutto sto popò de fregnaccia sur suo fidanzamento cco la pupa, e poi se scopre che non è manco vero, ce se po ffa n'idea precisa der suddetto personaggio.

NB: chiaramente la polpa della storia è nella parte seconda delle rivelazioni, quelle riguardanti la presunta autorità della fidanzata ed i suoi presunti ricatti.

NB2: La Bonev nel rivelare queste indiscrezioni ha usato il seguente titolo "la verità ci rende liberi". Chissà se ha fatto bene i conti in merito.

NB3: si lo so,potrebbe essere la classica mitomane in cerca di notorietà. E infatti, prima di esprimere giudizi,aspettiamo la querela della Pascale e l'esito del processo conseguente.

Statevi bbuono guagliù

giovedì 10 ottobre 2013

1984

Ne ho già parlato chissà quante volte ma, nonostante l'abbia letto un decina di volte (l'ultima ieri), il libro di George Orwell "1984" continua ad affascinarmi in modo assoluto.
Pur descrivendo un mondo molto più fosco di quello che viviamo, presenta delle analogia tremende con la realtà che viviamo oggi, soprattutto noi italiani.

Non posso esprimere giudizi su questo testo senza rasentare un'adulazione disarmante, ma posso invitarvi nuovamente a leggerlo, analizzarlo, studiarlo.
Davvero unico.



BEPPE GRILLO E L'ABC DEL POPULISMO


Quando lo accusi di essere un populista si offende.
Poi però scrive post come quello di oggi, e ti iene voglia di fargli una pernacchia di quelle belle corpose.

In questa frase che vi riporto di seguito, secondo me ha espresso benissimo il concetto stesso di populismo:

"Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico".


E certo, come no.
A parte che sulla presunta superiorità civile dei Paesi citati ci sarebbe da dire (p.e. della pena di morte negli USA ne vogliamo parlare?), l'impressione è che Grillo contrasti l'abolizione del reato di clandestinità più per paura di perdere consensi che per una convinzione personale.

Il tipico metodo del populista.

Sig. Grillo, ti do una notizia: guarda che gli italiani sono migliori di quello che pensi.
Quelli che credono al "valore" del reato di clandestinità sono una ristretta minoranza.
Non voterò mai per il M5S perché ritengo che Grillo e Casaleggio siano due populisti fatti e finiti.

NB: avviso per l'ex comico di cui sopra. Ultimamente le tue tesi sembrano ricalcare quelle della Lega Nord. Non considerarlo un complimento!

RESTIAMO UMANI: CANCELLIAMO LA BOSSI-FINI

Una delle peggiori leggi italiane di sempre, non a caso a trazione leghista: la Bossi-Fini;  torna a palesarsi nei media italioti, accompagnata dalla meschina finta sorpresa delle anime belle che popolano la nostra classe politica.
Dopo l'ultima tragedia del mare, ecco che i nostri onorevoli si pongono il problema di metter mano a quella disposizione normativa che, inutile nascondersi dietro un dito, non solo non ha risolto il problema degli sbarchi ma l'ha reso anche più drammatico.
Il solo concetto di immigrazione clandestina, ideato dai soliti leghisti, è un'offesa per la civiltà degli uomini; non è da meno lo schifoso favoreggiamento contestato ai marinai che salvano questi disperati da morte certa.
Questa legge indegna non deve essere modificata ma cancellata del tutto.
Si può ragionare su tutto, ma non sul prestare soccorso a chi rischia la morte.
Si può ragionare su tutto, ma non sul dovere civile e morale di accogliere chi scappa da guerre, fame e disperazione.
Si può ragionare su tutto, ma non su concetti che stanno alla base della civiltà degli esseri umani.

Per capire quanto sia indegna questa legge, faccio solo una considerazione:
immaginiamo di percorrere una strada qualsiasi in auto e di scorgere un'altra auto incidentata, con il guidatore riverso sulla strada e privo di sensi.
Per la legge italiana, ma prima ancora per la nostra stessa civiltà, se tiriamo dritto facendo finta di non vedere il ferito, possiamo essere giustamente condannati per omissione di soccorso.
Immaginiamo però di fermarci a soccorrerlo, prestando i primi aiuti ed allertando il 118.
Dopo le cure in ospedale, una volta salvo, si scopre che il ferito è un extracomunitario privo di permesso di soggiorno.
A quel punto, pur essendo dei cittadini giusti, possiamo immaginare che aver soccorso un immigrato clandestino determini la nostra condanna per favoreggiamento?
Questo determina di fatto la qualificazione del reato non in funzione dell'atto compiuto ma della "posizione giuridica" della persona bisognosa di soccorso. Se non presto soccorso commetto un reato, questo sì legato ad un atto ignobile come l'omissione di soccorso. Se soccorro commetto un reato, per il solo fatto di trovarmi di fronte ad un clandestino, pur ignorando tale "irregolarità".
Questa esempio assurdo, per quanto non relativo a barconi o viaggi della speranza, può essere traslato sulla Bossi-Fini.
Come si può immaginare che i marinai siciliani possano commettere un reato strappando questi disperati dalle onde?
Come si può immaginare che un essere umano commetta un reato per il solo fatto di essere scappato dalla fame e dalla disperazione?
Come si può tollerare l'esistenza di un reato come quello di immigrazione clandestina?

Ma i leghisti, quelli che continuano a sparare a zero sui presunti buonisti che favorirebbero l'immigrazione clandestina, l'hanno vista l'immagine delle centinaia di bare allineate a Lampedusa?
Sono uomini, donne, bambini.
Sono esseri umani, come noi.
Come i leghisti.
RESTIAMO UMANI!
Basta speculare sulle vite umane per cercare consensi elettorali con squallida propaganda razzista!
Basta!

Quanti morti innocenti dovremo vedere  prima di aprire gli occhi sulle nostre responsabilità?
Aiutare chi è più debole è un dovere morale e civile.
Accogliere i migranti (basta chiamarli immigrati o extracomunitari) è un dovere.

mercoledì 9 ottobre 2013

50 ANNI DAL VAJONT


Se avete la possibilità, recatevi a visitare la diga del Vajont. 
Quello che vedrete non può essere spiegato con semplici parole. 
La frana, immensa, tanto grande da sembrare una montagna anch'essa, è ancora lì, così come la diga ormai inutile. E poi Erto, Casso, Longarone, i segni dell'acqua sulla gola, il silenzio insostenibile di quei paesi abbandonati, il cordoglio per le 2000 vittime innocenti perite in quella maledetta notte.
Tante cose si sono dette, scritte, sussurrate su questa tragedia, poco noto invece è il dopo.
Lo scandaloso trattamento che lo Stato, la Sade, l'Enel e tutti gli enti coinvolti, hanno riservato ai sopravvissuti è passato in secondo piano.
Un'opera faraonica costruita da piccoli omuncoli nonostante tutti i rischi, sulla pelle viva di 2000 persone, con lo Stato complice per connivenza, superficialità.
Non bastano 50 anni per smorzare una rabbia ancora viva.
Non bastano, anche perché i metodi di chi decide di costruire "grandi opere", ignorando i pericoli per le comunità ,sono rimasti gli stessi. 
Nella tragedia del Vajont ci sono precise responsabilità, e sono tutte riconducibili ad esseri umani con tanto di nome e cognome. La natura non c'entra proprio niente.
Chi parla di "onda della morte" o "frana assassina" è solo un povero pirla.

Il pensiero finale come sempre va alle vittime, ai superstiti ed a tutte le famiglie coinvolte.

NON DIMENTICHIAMO!

martedì 8 ottobre 2013

L'ASFALTO NUOVO E L'AMNISTIA

Nel lontano 5 ottobre 1984 ero solo un ragazzino, ma ricordo bene l'evento che accese i riflettori nazionali sul mio paese natale: la visita di Papa Giovanni Paolo II alla città di Paola (Cosenza) ed al Santuario di San Francesco.

Una folla immensa e tanto entusiasmo, ma non è di questo che voglio parlare.
Stasera, mentre ero in doccia, ho riflettuto sulla notizia politica del giorno (Napolitano e l'invito al Parlamento per una possibile amnistia) e mi è venuta in mente proprio quella lontana visita papale.
Il mio paese, pur essendo tra i più ricchi della Calabria, all'epoca (e, purtroppo ancora oggi), non vantava un'economia solida  ed anzi versava in uno stato di totale abbandono da parte dello stato centrale (purtroppo ancora oggi). Insomma, per sintetizzare, le strade della mia città allora erano un colabrodo inverosimile di buche e dissesti (purtroppo ancora oggi).


Qualche settimana prima dell'annunciatissima visita papale, ecco che chi di dovere (l'Anas, lo Stato,  la politica, boh!) pensò bene di asfaltare a nuovo le strade, con un però. 
Agli occhi di un bambino come me, quella era la civiltà, il progresso. 
Strade nuove finalmente! Basta buche!


Il però che ho lasciato qualche frase fa era rappresentato da una stranissima coincidenza; le strade riasfaltate seguivano semplicemente il percorso che avrebbe seguito la Papa-mobile, dal palco autorità posto sul lungomare al Santuario di San Francesco di Paola.
Il restante parco strade cittadino fu lasciato nelle stesse condizioni originarie.
Non ricordo quale fu la mia reazione allora ma, ancora non indurito dalla vita, immagino fui comunque felice nell'accontentarmi del fantomatico mezzo bicchiere pieno.

Oggi guarderei l'altro mezzo, ma lasciamo perdere.

Insomma, la visita del Papa aveva convinto chi di dovere a sistemare delle strade che meritavano una sistemata da almeno una quindicina d'anni, ma solo in relazione al minimo indispensabile (il percorso appunto).
Ora mi direte: e che c'entra 'mo 'sta storia del Papa?
L'idea che le carceri italiane siano tra le peggiori d'Europa (almeno dell'Europa più importante, quella nella quale pensiamo di meritare un posto), con sovraffollamenti SCANDALOSI, non ha spinto in questi anni la politica a pensare a soluzioni tipo l'amnistia ma,  ora che Berlusconi è parte in causa nella vicenda reclusione, ecco che l'argomento clemenza diviene non più rinviabile.

Un po' come la storia dell'asfalto sul percorso papale.

Ancora non ho capito se Berlusconi potrà usufruire di questi vantaggi e se la fortunosa coincidenza della possible amnistia sia davvero un caso, ma possiamo accontentarci di questa scusa per sperare almeno che i carcerati italiani possano trarne giovamento?
Ma perché dobbiamo sempre ragionare da sudditi?
Ma perché non ci ribelliamo a questa politica?
Ma non siamo stanchi di questa Italia?

NB: per evitare equivoci, l'intento del mio ardito paragone non è quello di offendere la religione ed i credenti (e ci mancherebbe pure), ma quello di mostrare i mezzucci della politica nazionale e l'interessamento "oculato" di questa ai problemi del popolo, solo quando questi coincidono con quelli dei padroni. Aspetto l'evolversi degli sviluppi del "progetto amnistia" prima di trarre conclusioni, ma resto pessimista.





ANCORA SUL GIRO DI LOMBARDIA 2013

Ho pescato il video Rai relativo al Muro di Sormano, con l'intento vanitoso di ricercarmi nelle immagini.
E' andata male!
Hanno staccato le immagini proprio sul nostro tornante, restituendo quelle lontanissime dall'elicottero.
Per completezza vi mostro il me stesso visto dall'elicottero:



Qui il video dal quale ho tratto il fotogramma in questione.
Godetevelo!!

http://www.youtube.com/watch?v=OwAo7v3yY6s


NB: come faccio a sapere che sono davvero io? Perché in quel punto ero solo e poi per l'occasione indossavo una felpa giallo fosforescente visibile dallo spazio (come la Grande Muraglia!)

lunedì 7 ottobre 2013

GIRO DI LOMBARDIA 2013

Che secondo voi potevo perdermi il Giro di Lombardia 2013?
Certo che no!
Sono passati dalla "mia" Valcava, ma anche e soprattutto dal mitico Muro di Sormano; ed è proprio nel punto più ripido di quest'ultimo che li ho aspettati per vederli soffrire pedalando su pendenze del 25-30% (non so se mi spiego!).
Che dire?
Fantastico!!!!!!!!
Il tempo come al solito ha fatto i capricci, ma lo spettacolo è stato davvero magico.
Vi lascio parecchie (ma proprio tante) foto che ho scattato sperando di farvi cosa gradita.
Dalle loro espressione potrete avere un'idea della difficoltà del Muro.

ANNI FELICI VS GRAVITY

Grazie ad un fine settimana funestato dalla pioggia, ho dovuto/potuto dar sfogo ad una delle mie mille passioni: il cinema. Ho quindi dedicato le due serate di sabato e domenica alla visione rispettivamente di "Anni felici" e "Gravity -3D". 
Andiamo per ordine.

Anni felici.

Il film di Daniele Luchetti narra la vicenda di una coppia degli anni '70, con tanto di prole al seguito (due ragazzini simpatici), cercando di restituire l'atmosfera ribelle/emancipata di quell'Italia così diversa da quella di oggi. Il tutto prendendo in giro l'arte contemporanea e le sue assurde iperboli di follia estrema e soggettiva. Perché un quadro tutto blu dovrebbe essere considerato un'opera d'arte se posso farlo anche io che sono un bambino? Questo chiede il bimbo al padre artista contemporaneo, rassicurando chi come me la pensa allo stesso modo.
Micaela Ramazzotti e Kim Rossi Stuart hanno dato una prova davvero convincente, così come il resto del cast; un po' deboli scenografia ed ambientazione, estremamente carente la storia.
Il vero punto debole di questo film è proprio la storia, un po' sciatta e buttata via.
Luchetti, forse perché preso nella ricostruzione fedele dei suoi ricordi (è una storia autobiografica) ha perso l'occasione per rendere avvincente un racconto che, meglio imbastito, avrebbe avuto più di uno spunto interessante. Il giudizio complessivo del film è comunque positivo, ma non riesce a strapparmi più di un 6 1/2.
NB: non è un film per bambini!





Gravity(3D)

Il 3D salverà davvero il Cinema da Emule?
Ai posteri l'ardua sentenza. 
Certo che di film con 3D da schifo ne ho visti parecchi per essere ottimista. 
Ma si dai, quei film dove il 3D viene usato solo per l'oggetto puntato a favore di telecamera ogni tanto per poi scomparire del tutto.
Insomma, il 3D (e 11euro di biglietto) può essere giustificato solo per film pieni di effetti speciali ed affini e, quindi, nei pellicoloni di Hollywood.

Chiusa la parentesi veniamo al film di Alfonso Cuaron.
Effetti speciali molto belli e 3D sfruttato molto bene. Punto.

Insomma, se amate il panorama con vista del nostro pianeta, correte al cinema perché ne vale la pena.
Se cercate invece una storia o un film coinvolgente, tenetevi alla larga.
Sandra Bullock mostra solo una forma invidiabile e nient'altro.

George Clooney ha dato l'ennesima prova di recitazione scadente, aiutata solo dal sempre ottimo Pannofino al doppiaggio.
Per carità di patria (o meglio, di pianeta) tralascio i clamorosi errori/strafalcioni del film ma, pur immaginando che Cuaron abbia una fisica tutta sua e diversa dalla nostra, non nascondo il mio disagio nel vedere gli astronauti impattare contro le stazioni orbitanti cavandosela solo con qualche botta. Una puttanata così clamorosa da rimpiangere il costo del biglietto. Ma di stupidate di questo tipo ce ne sono parecchie.
Voto finale 6, ma solo per le immagini (e per una stupenda inquadratura della Calabria dallo spazio che, da buon emigrante mi ha fatto emozionare).
NB: astenersi astrofisici!
NB2: è probabile che su Sandra Bullock  e, soprattutto, sul suo fisico statuario, siano andati giù pesanti con gli effetti speciali. C'erano, potevano fare qualcosa anche per l'espressione svarionata di Mr George !!!!!

domenica 6 ottobre 2013

NON LASCIATECI SENZA SALLUSTI

Già c'è la peggiore crisi dal '29 e l'umore è quello che è, ci manca solo che ci leviate pur il conforto delle sallustiadi.
A sera,  dopo una giornata irta e puntuta, tanti come me vanno alla ricerca dell'editoriale di Sallusti per ridere finalmente di gusto, spalmando balsami oleosi sulle ferite quotidiane.
E ora, dopo che l'eroe si è immolato per il suo sovrano, lo abbandonate al suo destino?
Chi potrebbe sostituirlo?
Chi potrebbe mai avere il coraggio di scrivere i suoi editoriali?
Nessuno.
Sallusti è unico ed inimitabile.
Riesce sempre a scrivere l'impossibile!!
Sallusti è uno che, per la foga di difendere Berlusoni, riuscirebbe a scrivere che la luna è quadrata, senza perdere per questo il ghigno incazzoso di chi, pur sapendo di dire una puttanata epocale, vuol mostrare al pubblico di crederci veramente.
Sallusti è un generale che lavora da soldato semplice, scavando trincee nella logica e combattendo una guerra già persa, ma con l'ostinazione ottusa di chi crede davvero nella sua missione.
I suoi editoriali mi regalano sempre grassissime risate e per questo rivendico il mio diritto di poter continuare a leggerli.
Salvate il soldato Sallusti, fatelo per noi, fatelo per me!
A pensarci, fatelo anche per lui.
Dubito che possa trovare qualche altra occupazione nel mondo del giornalismo dopo le memorabili prove fornite in questi anni...

Berlusconi ricordati degli amici!
Salva Sallusti!

BERLUSCONI CHIEDERA' L'AFFIDAMENTO AI SERVIZI SOCIALI


Non so se Berlusconi sia o meno un giocatore di scacchi, ma spero proprio di no.
Sarebbe un pessimo giocatore.
Si, pessimo.
Perché nonostante tutti i consiglieri, esperti, tecnici ed avvocati dei quali può disporre, le sue mosse sono sempre le peggiori possibili.
Avrebbe potuto "sfruttare" sin da subito la carta dell'affidamento ai servizi sociali, caricando di retorica il suo "impegno" nel sociale, ancorché coatto, e invece,dopo la condanna, si è vestito da "martire" a tanto al chilo, rivendicando con sprezzo del ridicolo la sua volontà di ANDARE IN GALERA.
Ci ricordiamo cosa dichiarava a fine luglio?
NO?

Ve lo riporto allora:

“Non farò l’esule, come fu costretto Craxi. Né accetterò di essere affidato ai servizi sociali, come un criminale che deve essere rieducato. Ho quasi settantotto anni e avrei diritto ai domiciliari, ma se mi condannano, se si assumono questa responsabilità, andrò in carcere”

Certo, come no. 
Ottima scelta vestirsi da martire, sempre che poi questa strategia sia portata a termine.
E invece no.
Ecco, credo purtroppo che questo sia stato un errore fatale.
Un po' come cambiare strategia dopo aver irrimediabilmente posizionato i pezzi sulla scacchiera.
Si può anche vincere, certo, ma si deve essere campioni veri.
Dicevo, questo cambio di strategia per me è stato un errore fatale.
Si, perché basta guardare le condizioni per le quali è concesso l'affidamento, per capire che nel suo caso non ci siano le condizioni.
Intendiamoci, se alla fine dovessero accettare di spedirlo ai servizi sociali, è solo per evitare qualche mese di lagnosi insulti a mezzo dei suoi media. Ma è una mia opinione.
Vediamo allora queste condizioni, tratte dall'art. 47 dell’Ordinamento Penitenziario (così come modificato dall’art. 2 della Legge n. 165 del 27/05/98).
Requisiti per poter accedere ai servizi sociali:
1 che la pena detentiva inflitta, o anche residuo pena, non superiore a tre anni;
2 per chi è detenuto: una relazione "di sintesi" che preveda che la misura alternativa, anche attraverso le prescrizioni, contribuisca alla rieducazione del condannato e assicuri la prevenzione del pericolo che egli commetta altri reati;
3 per chi non è detenuto: aver tenuto un comportamento tale, dopo la condanna, da consentire lo stesso giudizio di cui sopra, anche senza procedere all’osservazione in istituto

Ora, tralasciando tutto il resto, siamo sicuri che Berlusconi dopo la condanna definitiva abbia tenuto un comportamento tale da consentire a chi deve decidere di affidarlo ai servizi sociali se questo beneficio possa davvero contribuire alla rieducazione del condannato e, soprattutto, che assicuri la prevenzione del pericolo che egli commetta altri reati?
Ricordiamoci che Berlusconi ha sempre negato di essere colpevole e, anzi, ha accusato i giudici a vario titolo di eversione, di fare politica con le sentenze, di minare la democrazia, ecc, ecc....
Ed ha anche rincarato la dose accusando pure il Presidente della Repubblica di non aver impedito la condanna e, peggio, va in giro a dire che gli avrebbero raccontato di un interessamento di Napolitano per farlo condannare.
Insomma ha usato tutto il suo potere economico e mediatico per opporsi in tutti i modi ad una condanna che non ha mai accettato.
Come può contribuire alla sua rieducazione l'affidamento ai servizi sociali?
E poi, sempre ammesso che il PM decida di concedere questa opportunità,  c'è un altro discorso da fare: le prescrizioni.
Le prescrizioni devono essere fissate all'inizio della pena alternativa e devono essere rigorosamente osservate dal condannato al quale, diversamente, i servizi sociali possono essere revocati.
Tra le prescrizioni indispensabili ci sono quelle che riguardano:
1. i rapporti con il Centro di Servizio Sociale; 
2. la dimora;
3. la libertà di movimento;
4. il divieto di frequentare determinati locali;
5. il lavoro;
6. il divieto di svolgere attività o di avere rapporti personali che possono portare al compimento di altri reati. 

Guardatele bene queste prescrizioni. Siete sicuri che in questi 6 punti non ci siano condizioni che Berlusconi possa disattendere? 

Vedremo cosa sarà deciso, ma non mi stupirei affatto se alla fine sia costretto agli arresti domiciliari.
Per lo scacco matto dobbiamo ancora aspettare, ma non credo che i pezzi rimasti sulla scacchiera saranno abbandonati alla passiva rassegnazione. Oramai l'uomo l'abbiamo conosciuto in tutte le sue sfaccettature e, si sa, il veleno sta nella coda.
Quello che è certo è che metà dei suoi guai sono dovuti a quello che combina, l'altra metà a quello che dice. Si perché parla, parla, parla......

venerdì 4 ottobre 2013

mercoledì 2 ottobre 2013

IL CAIMANO NON SA PERDERE

Oggi il Caimano ha dato l'ennesima prova della sua sportività.
Quando ha capito che avrebbe perso lo scontro con gli "scissionisti", con la faccia di bronzo che lo contraddistingue ha semplicemente detto si alla fiducia, smentendosi in modo palese, plateale e patetico.
Si può essere sempre il peggio nel peggio?
Sentire ora i falchi parlare di "gesto di generosità" di Mister B fa venire i brividi.
PUAH!