venerdì 31 maggio 2013

PIOMBO ROSSO


Ho appena letto il libro "Piombo rosso" di Giorgio Galli, voluminoso tomo che racconta "la storia completa della lotta armata in Italia dal 1970 a oggi".
Fortunatamente non ho vissuto il triste periodo degli "anni di piombo" e, per questioni puramente anagrafiche,non conservo neppure un lontano ricordo della cupa e pesante atmosfera che attanagliava il nostro Paese allora. Ma col tempo mi sono documentato e, prima della lettura di questo libro, pensavo di essere sufficientemente informato.
La lettura di "Piombo rosso" mi ha invece fatto capire che ne sapevo poco e niente.
Anche se arrivare fino alla  pagina 454, l'ultima di questo libro stampato tra l'altro con un carattere mooolto piccolo (credo un Times New Roman carattere 8!!!!), non è agevole, non posso sottrarmi dal solito invito a leggerlo.
La cosa che più mi ha fatto male è stato "scoprire" che i Servizi Segreti hanno avuto un ruolo fondamentale in tutto il periodo, ed hanno sfruttato a fini politici le povere vittime dei criminali brigatisti. Che Moro si potesse salvare è ormai una verità storica, ma tante altre "verità" svelate da Galli lasciano senza parole. I Servizi conoscevano nomi, covi, perfino gli obiettivi messi in mira dai brigatisti e, per puro calcolo di convenienza, hanno lasciato fare o sono intervenuti, per condizionare l'opinione pubblica e la politica.
Il famoso "Stato nello Stato"; una manciata di servitori dello Stato INFEDELI che si sono macchiati di alto tradimento e di complicità con i terroristi, senza pagare.
Ma c'è anche tanta mafia, criminalità, massoneria, P2, servizi segreti stranieri, stragi di Stato, strategia della tensione, eminenze grigie e grandi vecchi....Una polpetta avvelenata che ancora non può essere digerita!
E con gli anni le cose non sono cambiate.
Marco Biagi e  Massimo D'Antona potevano essere salvati?
Si! Questo emerge dal libro in questione.
Ma l'intero libro restituisce un senso di smarrimento infinito. 
Condizionamenti del Governo, dei ministri, delle elezioni politiche e dell'elezione dei  Presidenti della Repubblica, leggi speciali, decreti, tutto veniva messo in conto. Intervenire per fermare un assassinio poteva valere meno del risultato "politico" dell'omicidio stesso.


A questo si è arrivati?
Ora che l'ho letto, sono pentito e vorrei dimenticare.
Perché in quelle pagine ho lasciato quel poco di sana ingenuità che ancora conservavo.
Ritiro il consiglio. Non leggetelo, fatelo per voi.


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