Da ieri è esploso l'ennesimo caso mediatico che fa venire la nausea.
All'improvviso,come al solito,tutti i media si sono concentrati su una notizia che sembra pompata ad arte, tra l'altro con una settimana di ritardo dall'accaduto.
Due premesse doverose prima di continuare:
1) sono calabrese e,quindi,parlo a ragion veduta.
2) la 'Ndrangheta e,in generale, ogni altra forma di criminalità, sono la vergogna del genere umano.Punto!
Fatte le dovute premesse vengo rapidamente al dunque.
La cosa che da calabrese mi fa incazzare non è il risalto dato alla notizia (l'inchino fatto fare alla statua della Madonna dinanzi la casa del mafioso di turno), ma il fatto che ci si ricordi della Calabria solo in frangenti così inutili.
Il fatto che milioni di calabresi siano abbandonati dallo Stato alla mercé di un manipolo di criminali sanguinari invece non fa notizia.
L'ipocrisia regna sovrana insomma!
Ah, un'altra cosa non secondaria che mi fa incazzare: credete davvero alla leggenda dei mafiosi super intelligenti, geni del crimine?
Puttanate!
Con il livello tecnologico raggiunto dalle forze dell'ordine si potrebbe sgominare queste bande di pecorai in qualche settimana.
E invece?
Invece li si lascia fare e, anzi, ci si fa affari insieme.
Perché la politica, sia locale che nazionale, fa affari con la 'Ndrangheta, questa è la verità!
Milioni di calabresi onesti sono lasciati in balia di questi bastardi,questa è la verità!
Poi un giorno un gruppo di imbecilli fa fermare la statua della Madonna dinanzi il balcone di un criminale ed ecco che i media e gli italiani tutti si indignano.
Con il dovuto rispetto verso i credenti, rispetto al resto questa mi sembra una cosa assolutamente secondaria.
Sono schifato dal clamore suscitato da questa vicenda ma,molto di più, dall'indifferenza con la quale gli italiani accettano l'idea che i calabresi meritino di vivere governati dalla 'Ndrangheta e non dallo Stato.
Vergogna!
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lunedì 7 luglio 2014
domenica 16 marzo 2014
MALEDETTO SUD DI VITO TETI
Oggi voglio parlare di un libro che è un piccolo scrigno pieno di tesori.
Quando ho scelto di leggerlo, bontà mia, pensavo si trattasse solo di un piccolo saggio antropologico su razzismo e luoghi comuni sui meridionali.
Intendiamoci, mi sarebbe bastato e avanzato anche solo così.
Ed invece vi ho trovato dentro poesia, psicologia, filosofia, etica, estetica, morale, storia, e chissà quanto altro ancora.
Con la scusa di spiegare quanto siano ingiusti e falsi i luoghi comuni appiccicati nel tempo a noi meridionali, Vito Teti prende per mano il lettore, accompagnandolo sulla via della serenità interiore.
E' un libro per gli emigranti (come me), ma anche per i "rimasti".
E' un libro per gli "spaesati", gli anarchici istituzionalizzati, i sognatori stanchi, i melanconici auto-assoltisi.
E' un libro che, e questo per me è un vero miracolo, mi ha fatto fare qualche passo verso la pace interiore, facendomi dimenticare per un po' la mia mai sanata condizione di emigrante nostalgico e disadattato.
Una delle frasi che spesso mi rigira nella mente, specie quando nel mio mare della nostalgia c'è bonaccia, è "l'anima non emigra".
E lo penso davvero.
Penso davvero che si possa emigrare portandosi dietro i sogni, il cuore ed il cervello, ma non l'anima.
L'anima è troppo pesante per essere anche solo trascinata di qualche passo fuori dai confini dei luoghi della propria infanzia.
Il miracolo di questo libro è che, anche solo per il breve scorrere delle sue pagine, ho sentito l'anima abbandonare la mia Calabria e raggiungermi qui per la prima volta.
L'invito a leggerlo è un dovere morale.
lunedì 3 febbraio 2014
IL TEMPIO DORICO DELL'ANTICA KAULON SCOMPARE NELL'INDIFFERENZA
Quand'è che lo Stato italiano, da sempre sbilanciato sugli interessi del Nord e del Centro, si ricorda del Sud?
Quando ha qualche nave carica di veleni (prodotti a nord) da far affondare nei suoi mari per esempio.
O quando ha container di monnezza (prodotti a nord) da sotterrare illegalmente nelle sue fertili terre.
O quando ha le armi chimiche della Siria da maneggiare nel porto di Gioia Tauro.
O quando fa sperimentare agli americani le armi della guerra tecnologica.
Ma quando si tratta di salvare le sue bellezze o i suoi cittadini dalla criminalità, lo Stato ItaloLombardoRomano si fa solo delle grasse risate.
Se gli italiani sono (quasi) tutti sudditi, noi meridionali siamo schiavi.
Il mare si porta via importantissimi resti archeologici a Monasterace, ma l'Italia che conta pensa ai Tweet di Grillo, Messora e compagni. Al massimo pensa ai ruttini di Renzi.
Signori leghisti, voi che mi accusate di fare la vittima (secondo voi il vittimismo è genetico nel meridionale), rispondete a 3 domande:
COSA DOBBIAMO FARE NOI MERIDIONALI PER REAGIRE ALLO STATO DI ABBANDONO NEL QUALE SIAMO?
COSA DOBBIAMO FARE PER LIBERARCI DALLA CRIMINALITA'?
COSA FARESTE VOI AL NOSTRO POSTO?
SPACCHERESTE TUTTO?
ECCO, PER UN SECONDO, SOLO PER UN SECONDO, IMMAGINATEVI AL NOSTRO POSTO.
POVERA KAULON, POVERA CALABRIA, POVERO SUD!
LETTA DIMETTITI!
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giovedì 16 gennaio 2014
LE ARMI CHIMICHE DELLA SIRIA ANDRANNO A GIOIA TAURO
Dovrebbero restare in porto per 48 ore, giusto il tempo di passare da una nave danese ad una americana.
Il governo italiano ha deciso così, naturalmente senza informare preventivamente né le (pseudo)istituzioni calabresi, né i cittadini.
Da calabrese, a parte provare uno sdegno assoluto per il metodo autoritario del governo, posso solo sperare che non si verifichino incidenti nel porto.
Certo, la mente va al terribile scandalo delle "navi dei veleni" e, quindi, c'è poco da stare sereni.
E' interessante notare che Enrico Letta si ricordi della Calabria solo quando ha queste necessità.
La reazione del presidente Scopelliti non merita commento. E' parte del sistema eppure ogni tanto fa finta di reagire alla politica centro-nordista di questa Italia divisa i cittadini si serie A e di serie B.
E noi calabresi per il governo siamo cittadini di serie D (neanche iscritti al campionato).
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sabato 28 dicembre 2013
28 DICEMBRE 1908: ORE 5:21, MESSINA E REGGIO CANCELLATE IL 37 SECONDI
La Tragedia
Ogni anno il 28 dicembre il mio pensiero vola a quell'immane tragedia che cancellò centinaia di migliaia di uomini, donne, bambini, insieme a due città meravigliose: Messina e Reggio Calabria.
il Fatalismo e la bellezza imperante
Ogni anno il 28 dicembre il mio pensiero vola a quell'immane tragedia che cancellò centinaia di migliaia di uomini, donne, bambini, insieme a due città meravigliose: Messina e Reggio Calabria.
Le città che possiamo vedere oggi (soprattutto Reggio Calabria) non hanno quasi più niente della bellezza originaria. Ho letto diversi libri su questo terremoto tremendo, cercando di documentarmi al meglio, perché credo che solo riscoprendo il passato si possa tentare l'ardua impresa di evitare gli stessi errori in futuro. In tanti, troppi, si nascondono dietro il fatalismo del "se deve accadere c'è poco da fare", ma io credo che rispondere a due domande sia un obbligo morale: ma se arrivasse oggi una scossa di 7.2 scala Richter, con annesso Tsunami, Messina e Reggio farebbero la stessa fine che fecero nel 1908?
E se si, la responsabilità sarebbe davvero solo della natura "assassina" ?
E se si, la responsabilità sarebbe davvero solo della natura "assassina" ?
il Fatalismo e la bellezza imperante
Il fatalismo è un motore potente che guida da molto tempo i meridionali (come me), allontanandoli spesso da una realtà che se affrontata dispera. Per me fatalismo e speranza sono i carnefici di coscienza e dignità.
Riscoprire quel moto di vergogna che attanaglia i cuori del popolo meridionale, catalizzandolo verso uno slancio d'orgoglio, rappresenterebbe una soluzione definitiva allo stato di sottosviluppo cronico che forse è più devastante del terremoto stesso. Mi intristisco spesso per il mio Sud, e per tutto quello che dovrebbe essere e non è. Mi intristisco se penso alla rassegnazione con la quale si accetta l'idea che emigrare sia l'unica soluzione. Mi devasta il brutto che scorgo in tante cose, nonostante natura e storia dicano che in un passato non troppo lontano queste terre erano la cosa più vicina al paradiso.
Il regno dove la bellezza regnava incontrastata; una bellezza così intensa che anche oggi, nonostante gli scempi che ben sappiamo, si fa fatica a non cogliere. Una bellezza che, ed ecco che cado anche io vittima della speranza, presto o tardi tornerà a regnare incontrastata.
Il ponte
Il 28 dicembre del 1908 lo Stretto di Messina ha visto la fine del mondo, e pensare ai politicanti che oggi pensano alla costruzione del ponte, ferisce nel profondo.
A prescindere dall'inutilità dell'opera faraonica in questione, sempre che si faccia davvero (naturalmente non ci credo), disturba immaginare che, probabilmente, dopo una scossa del 7 grado Richter resterebbe in piedi davvero solo il ponte. Il solo fatto di parlarne, del ponte intendo, dovrebbe offendere chiunque sia dotato di un minimo di coscienza. L'idea del ponte è figlia della vanità e del malaffare. Una cattedrale nel deserto inutile, costosa e dannosa. Ma avete sentito qualche politicante parlare di finanziamenti per la prevenzione delle catastrofi naturali? Per la messa in sicurezza dei centri storici? Per i piani di emergenza ed evacuazione? Niente. La verità è che oggi non si sa neppure quale sia lo stato reale del già costruito. Cementi depotenziati, armature mancanti, materiali scadenti, abusivismo, queste sono le tessere che insieme ad indifferenza e menefreghismo formano il mosaico orrendo delle tragedie. Tanto si dovrebbe fare. Anzi, tantissimo.
Ma non si fa niente. NIENTE. E c'è ancora in giro gente che parla di costruire il ponte.
preghiera laica
Penso alle tante vittime del 1908 e, anche se da non credente, rivolgo a loro la mia preghiera laica di commemorazione.
NB: questo post era nato con il solo scopo di ricordare l'immane tragedia. Purtroppo, come sempre, mi sono lasciato trasportare dai sentimenti ed ho perso lucidità, mischiando il tutto col niente e toccando tanti temi senza approfondirne nessuno. Ma chissà in passato quante altre volte ho già ripetuto questi concetti e quante volte ancora li riproporrò in futuro.
Riscoprire quel moto di vergogna che attanaglia i cuori del popolo meridionale, catalizzandolo verso uno slancio d'orgoglio, rappresenterebbe una soluzione definitiva allo stato di sottosviluppo cronico che forse è più devastante del terremoto stesso. Mi intristisco spesso per il mio Sud, e per tutto quello che dovrebbe essere e non è. Mi intristisco se penso alla rassegnazione con la quale si accetta l'idea che emigrare sia l'unica soluzione. Mi devasta il brutto che scorgo in tante cose, nonostante natura e storia dicano che in un passato non troppo lontano queste terre erano la cosa più vicina al paradiso.
Il regno dove la bellezza regnava incontrastata; una bellezza così intensa che anche oggi, nonostante gli scempi che ben sappiamo, si fa fatica a non cogliere. Una bellezza che, ed ecco che cado anche io vittima della speranza, presto o tardi tornerà a regnare incontrastata.
Il ponte
Il 28 dicembre del 1908 lo Stretto di Messina ha visto la fine del mondo, e pensare ai politicanti che oggi pensano alla costruzione del ponte, ferisce nel profondo.
A prescindere dall'inutilità dell'opera faraonica in questione, sempre che si faccia davvero (naturalmente non ci credo), disturba immaginare che, probabilmente, dopo una scossa del 7 grado Richter resterebbe in piedi davvero solo il ponte. Il solo fatto di parlarne, del ponte intendo, dovrebbe offendere chiunque sia dotato di un minimo di coscienza. L'idea del ponte è figlia della vanità e del malaffare. Una cattedrale nel deserto inutile, costosa e dannosa. Ma avete sentito qualche politicante parlare di finanziamenti per la prevenzione delle catastrofi naturali? Per la messa in sicurezza dei centri storici? Per i piani di emergenza ed evacuazione? Niente. La verità è che oggi non si sa neppure quale sia lo stato reale del già costruito. Cementi depotenziati, armature mancanti, materiali scadenti, abusivismo, queste sono le tessere che insieme ad indifferenza e menefreghismo formano il mosaico orrendo delle tragedie. Tanto si dovrebbe fare. Anzi, tantissimo.
Ma non si fa niente. NIENTE. E c'è ancora in giro gente che parla di costruire il ponte.
preghiera laica
Penso alle tante vittime del 1908 e, anche se da non credente, rivolgo a loro la mia preghiera laica di commemorazione.
NB: questo post era nato con il solo scopo di ricordare l'immane tragedia. Purtroppo, come sempre, mi sono lasciato trasportare dai sentimenti ed ho perso lucidità, mischiando il tutto col niente e toccando tanti temi senza approfondirne nessuno. Ma chissà in passato quante altre volte ho già ripetuto questi concetti e quante volte ancora li riproporrò in futuro.
sabato 21 dicembre 2013
PINO APRILE: IL SUD PUZZA
Ho appena finito di leggere l'ultimo libro di Pino Aprile, "Il Sud puzza", e volevo esprimere le mie impressioni.
Pino Aprile già con i suoi libri precedenti, uno su tutti "Terroni", aveva dimostrato il suo talento sconfinato.
Il suo nuovo libro non fa eccezione.
La scrittura di Aprile è di rara bellezza, non solo per lo stile non banale, ma anche soprattutto per quel misto di cuore e cervello che trasuda in ogni frase.
Il "Sud puzza" racconta tante cose del mio Sud, avvelenato dai rifiuti, dalla criminalità e dalla coscienza sporca di tanti uomini e di tantissimi politici; ma racconta anche di tante, tantissime associazioni di "ribelli positivi", gente comune che è stanca dei soprusi e "combatte" per lasciare un futuro migliore ai propri figli.
La rinascita di Ercolano, la resistenza civile di Taranto, i comitati della "terra dei fuochi" di Napoli, la Pedagogia della Resistenza in Calabria, i ribelli della Lucania, Addiopizzo in Sicilia, e tanto, tanto, tanto altro.
Aprile fonde in modo mirabile teoria delle reti, psicologia sociale, antimafia, sociologia, storia, antropologia culturale, resistenza e rivoluzione, restituendoci un capolavoro che andrebbe letto nelle scuole di tutta Italia (non solo al Sud).
Accettate un consiglio: correte in libreria e compratene una copia, non ve ne pentirete.
Sarebbero tante le frasi del libro da riportare, ma mi accontento solo di queste due:
"Taranto, il primo maggio 2013, dibattito fra le associazioni per la rinascita della città:
relatore: << abbiamo fatto troppi sogni!>>
dalla platea: << Aspetta a chiudere, manca il mio...>>"
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domenica 1 dicembre 2013
LE NAVI DELLA VERGOGNA DI RICCARDO BOCCA
Ho letto il libro "Le navi della vergogna" di Riccardo Bocca.
Che dire?
Ho ancora il magone.
Non solo perché sono nato a Paola, in Calabria, no.
Perché questo libro non mette solo in luce l'affondamento nei mari del Sud Italia di navi cariche di scorie radioattive prodotte dalle industrie del Nord Italia (signori leghisti aprite le orecchie), no, no.
Mette in luce la complicità di uno Stato che avrebbe non solo tollerato questo ignobile traffico, ma addirittura anche collaborato con le mafie per risolvere un problema, quello del "ricovero" di scorie nucleari, diversamente non "gestibile".
Servizi segreti, politica di altissimo livello, istituzioni, logge massoniche, imprenditori, faccendieri, militari, tecnici, mafiosi, tutti a formare un'unica grande coalizione del malaffare.
Prima di leggere questo libro avevo un'altra idea di questo scandalo.
Ingenuamente pensavo che lo Stato non riuscisse a contrastare la 'ndrangheta ed i suoi smaltimenti illeciti, per incapacità o per mancanza di mezzi e di risorse.
Dopo questa lettura molto istruttiva ho capito una cosa drammatica: se lo Stato volesse, sgominerebbe le mafie in qualche mese. Non estirpa la criminalità per schifosa convenienza.
Consiglio la lettura di questo libro a tutti, ma soprattutto ai signori leghisti.
martedì 8 ottobre 2013
L'ASFALTO NUOVO E L'AMNISTIA
Nel lontano 5 ottobre 1984 ero solo un ragazzino, ma ricordo bene l'evento che accese i riflettori nazionali sul mio paese natale: la visita di Papa Giovanni Paolo II alla città di Paola (Cosenza) ed al Santuario di San Francesco.
Una folla immensa e tanto entusiasmo, ma non è di questo che voglio parlare.
Stasera, mentre ero in doccia, ho riflettuto sulla notizia politica del giorno (Napolitano e l'invito al Parlamento per una possibile amnistia) e mi è venuta in mente proprio quella lontana visita papale.
Il mio paese, pur essendo tra i più ricchi della Calabria, all'epoca (e, purtroppo ancora oggi), non vantava un'economia solida ed anzi versava in uno stato di totale abbandono da parte dello stato centrale (purtroppo ancora oggi). Insomma, per sintetizzare, le strade della mia città allora erano un colabrodo inverosimile di buche e dissesti (purtroppo ancora oggi).
Qualche settimana prima dell'annunciatissima visita papale, ecco che chi di dovere (l'Anas, lo Stato, la politica, boh!) pensò bene di asfaltare a nuovo le strade, con un però.
Agli occhi di un bambino come me, quella era la civiltà, il progresso.
Strade nuove finalmente! Basta buche!
Il però che ho lasciato qualche frase fa era rappresentato da una stranissima coincidenza; le strade riasfaltate seguivano semplicemente il percorso che avrebbe seguito la Papa-mobile, dal palco autorità posto sul lungomare al Santuario di San Francesco di Paola.
Il restante parco strade cittadino fu lasciato nelle stesse condizioni originarie.
Non ricordo quale fu la mia reazione allora ma, ancora non indurito dalla vita, immagino fui comunque felice nell'accontentarmi del fantomatico mezzo bicchiere pieno.
Oggi guarderei l'altro mezzo, ma lasciamo perdere.
Insomma, la visita del Papa aveva convinto chi di dovere a sistemare delle strade che meritavano una sistemata da almeno una quindicina d'anni, ma solo in relazione al minimo indispensabile (il percorso appunto).
Ora mi direte: e che c'entra 'mo 'sta storia del Papa?
L'idea che le carceri italiane siano tra le peggiori d'Europa (almeno dell'Europa più importante, quella nella quale pensiamo di meritare un posto), con sovraffollamenti SCANDALOSI, non ha spinto in questi anni la politica a pensare a soluzioni tipo l'amnistia ma, ora che Berlusconi è parte in causa nella vicenda reclusione, ecco che l'argomento clemenza diviene non più rinviabile.
Un po' come la storia dell'asfalto sul percorso papale.
Ancora non ho capito se Berlusconi potrà usufruire di questi vantaggi e se la fortunosa coincidenza della possible amnistia sia davvero un caso, ma possiamo accontentarci di questa scusa per sperare almeno che i carcerati italiani possano trarne giovamento?
Ma perché dobbiamo sempre ragionare da sudditi?
Ma perché non ci ribelliamo a questa politica?
Ma non siamo stanchi di questa Italia?
NB: per evitare equivoci, l'intento del mio ardito paragone non è quello di offendere la religione ed i credenti (e ci mancherebbe pure), ma quello di mostrare i mezzucci della politica nazionale e l'interessamento "oculato" di questa ai problemi del popolo, solo quando questi coincidono con quelli dei padroni. Aspetto l'evolversi degli sviluppi del "progetto amnistia" prima di trarre conclusioni, ma resto pessimista.
ANCORA SUL GIRO DI LOMBARDIA 2013
Ho pescato il video Rai relativo al Muro di Sormano, con l'intento vanitoso di ricercarmi nelle immagini.
E' andata male!
Hanno staccato le immagini proprio sul nostro tornante, restituendo quelle lontanissime dall'elicottero.
Per completezza vi mostro il me stesso visto dall'elicottero:
Qui il video dal quale ho tratto il fotogramma in questione.
Godetevelo!!
http://www.youtube.com/watch?v=OwAo7v3yY6s
NB: come faccio a sapere che sono davvero io? Perché in quel punto ero solo e poi per l'occasione indossavo una felpa giallo fosforescente visibile dallo spazio (come la Grande Muraglia!)
E' andata male!
Hanno staccato le immagini proprio sul nostro tornante, restituendo quelle lontanissime dall'elicottero.
Per completezza vi mostro il me stesso visto dall'elicottero:
Qui il video dal quale ho tratto il fotogramma in questione.
Godetevelo!!
http://www.youtube.com/watch?v=OwAo7v3yY6s
NB: come faccio a sapere che sono davvero io? Perché in quel punto ero solo e poi per l'occasione indossavo una felpa giallo fosforescente visibile dallo spazio (come la Grande Muraglia!)
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sabato 14 settembre 2013
IL MISTERO DEL GUSTO
Sabato mi dedico spesso alle banalità e, pensate un po', è il momento nel quale posso dare il meglio di me.
Abito da sempre nei luoghi comuni, riscoprendoli o inventandone di nuovi, ad uso e consumo di chi ha la sfortuna di conoscermi o frequentarmi (unga unga).
Beh, senza perderci in fronzoli, oggi parliamo di gusto.
Si, anzi, di gusti.
Avrete certamente notato che, da quando siete passati dal procedere a gattoni fino allo spuntare del primo capello bianco, i vostri gusti sono cambiati.
Piatti o sapori che prima odiavate sono diventati quasi i preferiti, tra lo stupore di chi vi conosce da sempre.
La scienza dice che, mediamente, ogni uomo cambia gusti alimentari ogni 5 anni.
Penso sia vero.
Prendete me: fino a qualche mese fa odiavo la liquirizia ed ora impazzisco per quel liquore nero come la pece che ho messo nel congelatore per tirare su il morale nelle serate meno brillanti.
Ma gli esempi sono decine e decine.
In questa tesi facilmente dimostrabile c'è un però.
Prendete per esempio i piatti (anche i più semplici) per i quali impazzivate da bambini e provateli oggi. Delusione?
Ma se sul piatto cucinato da zero ci sarebbe poco da dire (avete semplicemente cambiato gusti), su quelli industrial chimici l'affare si ingrossa.
Si, dai, i prodotti confezionati o quelli surgelati.
Prendete per esempio la Nutella.
Molta gente oggi si lamenta, sostenendo che la "crema degli dei" negli anni abbia cambiato decisamente sapore. I più pensano che la ricetta sia stata modificata per far posto a qualche intruglio chimico a basso costo o a scarti e sottoprodotti degli ingredienti originari (oli di palme vari, burro di cacao, ecc, ecc).
Anche per me il gusto della Nutella non è più lo stesso, ma non so cosa pensare.
E' perché il gusto che conservo nella memoria è quello di un bambino ed oggi invece è cambiato con l'età, o è effettivamente la ricetta ad essere cambiata?
E la cosa vale per un'altra infinità di alimenti confezionati.
Le Speedy Pizza per esempio, non sono più quelle di una volta.
Mi fermo qui, osservando però che i prodotti tipici calabresi che cucinava mia madre e che cucina ancora, non hanno perso neanche un briciolo di quel sapore unico che ha accompagnato la mia infanzia.........
Quest'ultima considerazione non mi permette di continuare l'analisi (per vostra fortuna) perché cedo sopraffatto alla nostalgia de ricordi. Riesco solo a dire "W LA CALABRIA!"
Il mistero quindi resta aperto!
Nella foto quello che resta di una montagna di polpette (di mia mamma appunto) spazzate via in un secondo da un attacco di fame post atomica!
...................................................
Perché l'estate vola?
Ma questo è un mistero buono per il prossimo luogo comune.
Il mio "metodo dei loci.... comuni" è infallibile.
lunedì 9 settembre 2013
LE PIGNE NEL CERVELLO
L'estate scorsa, mentre mi godevo la splendida Sila, ho raccolto 2 piccole pigne tra le tante incontrate sul sentiero di montagna. Secche ma non troppo, tanto da poter sentire ancora forte l'odore inebriante della resina, ho pensato di portarmele in Lombardia, per tenerle in macchina a farmi compagnia.
Quante volte in coda ho chiuso gli occhi e avvicinato questi gioielli al naso, per riassaporare quel profumo magico e per rendere meno duro il mio incedere così lontano dalla terra natia....
Questa estate sono tornato in Sila ed ho pensato di riportare a "casa" le pigne che mi hanno accompagnato per un anno in Lombardia, e per sostituirle con altre due "nuove" ma, quando le ho lanciate nel sottobosco, ho cambiato idea.
Pensare alle pigne emigranti che sono tornate a casa mi ha toccato nel profondo(non scherzo! Su queste cose un emigrante non scherza mai!) ed ho pensato di non prenderne altre.
Ho anche fatto una foto del momento magico del ritorno, ma preferisco tenerla per me.
Così, tanto per dire come sono combinato.
lunedì 2 settembre 2013
LA SILA
In quanto calabrese sarò pure di parte, ma è davvero difficile non innamorarsi della Sila.
Tra le altre, vi lascio qualche foto dei fantastici Giganti della Sila, superbi pini larici ultracentenari che svettano a più di 40metri.
Fate voi....
ANCORA SUL PUNTERUOLO ROSSO
Come dicevo qualche giorno fa (quando ero ancora in vacanza....), purtroppo questo terribile insetto ha colpito gravemente il mio paese (Paola, in Calabria), cancellando la gran parte delle palme esistenti.
Le foto che allego le ho fatte personalmente, giusto per darvi un'idea del fenomeno
Le foto che allego le ho fatte personalmente, giusto per darvi un'idea del fenomeno
| (una delle maestose palme di fronte casa mia ormai morta) |
| (una delle tante palme della villa comunale ormai distrutta) |
| (una palma "svuotata" dal punteruolo ) |
| (altra palma di fronte casa...era lì da almeno 40anni!) |
| (ecco il punteruolo.Questo esemplare,già morto, l'ho trovato ai piedi di una palma sterminata) |
domenica 1 settembre 2013
FINE ESTATE
Anche quest'anno le vacanze sono finite ed è inutile precisare quale sia il mio umore adesso.
Più utile ripensare ai tanti momenti belli vissuti in questi giorni.
Centinaia di immagini si sovrappongono, così come le calorie sui fianchi, ed il sorriso non vuole cedere mollando gli angoli verso il basso.
Centinaia di immagini si sovrappongono, così come le calorie sui fianchi, ed il sorriso non vuole cedere mollando gli angoli verso il basso.
Una notte intera aggrappato al rotolare stanco delle gomme, per allontanare ancora una volta anima e cuore, lasciando la prima in Calabria ed il secondo ad annaspare in Lombardia.
Il tempo si è appena azzerato e ricomincia l'attesa.
Un altro anno è il pegno da pagare per rivedere la mia terra.
Un altro anno è il pegno da pagare per rivedere la mia terra.
Si lo so, sono un collasso: superò prima o poi la mia condizione di emigrante, ma serviranno ancora due o trecento anni.
Nel frattempo mi tocca combattere la nostalgia, dando per scontato che nella lotta saranno più i pugni presi che quelli dati.
Ora scusate, ma ho sentito il gong del primo round..
Fuori i secondi!
(vorrei chiedere all'arbitro di controllare che la mia avversaria non usi colpi bassi, ma è inutile. Lo farà lo stesso!)
| ecco che con la foto mi sono beccato il primo pugno in faccia |
mercoledì 21 agosto 2013
ANCORA CALABRIA
CALABRIA FOREVER
Quando dico che non c'è posto più bello della Calabria, parlo a ragion veduta.....
Nelle foto solo qualche accenno di queste giornate memorabili....
venerdì 16 agosto 2013
PARADISO
Latito da qualche giorno il blog, ma per un giusta causa signori.
Sono in paradiso!
E scusate se è poco.
Il paradiso esiste e si chiama Calabria!
Sono in paradiso!
E scusate se è poco.
Il paradiso esiste e si chiama Calabria!
lunedì 12 agosto 2013
IL PUNTERUOLO ROSSO A PAOLA(CALABRIA)
Scopro con sconcerto che il punteruolo rosso ha infestato le meravigliose palme della mia città (Paola) e rifletto sul parallelo che ci unisce a questo stupido insetto. Come noi si nutre in modo sconsiderato delle sue risorse, le palme appunto, annientandole tutte, una dopo l'altra. Dopo aver fatto terra bruciata è costretto a cambiare zona, alla ricerca di nuove piante da devastare. E noi? Dite che siamo molto diversi? Col nostro pianeta non stiamo facendo la stessa cosa?
Solo che un altro pianeta da devastare non c'è!
NB: vedere le maestose palme di fronte casa mia, quelle che erano già lì quando muovevo i miei primi passi incerti di bambino, annientate completamente da questa piaga, fa davvero male.
Povera Terra mia!
Povera Paola!
Povera Calabria!
Solo che un altro pianeta da devastare non c'è!
NB: vedere le maestose palme di fronte casa mia, quelle che erano già lì quando muovevo i miei primi passi incerti di bambino, annientate completamente da questa piaga, fa davvero male.
Povera Terra mia!
Povera Paola!
Povera Calabria!
| un esempio di palma attaccata dal punteruolo rosso |
domenica 31 marzo 2013
ENIGMA DELLA FESTA
Come far entrare il vassoio di pasta al forno calabrese di mia mamma in un forno per non calabresi?
Complicato....enigma molto complicato.
Le foto parlano da sole....
Complicato....enigma molto complicato.
Le foto parlano da sole....
(così non ci entra...)
(così neanche...)
(così manco a parlarne...)
(ecco....inclinata!!!)
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