Visualizzazione post con etichetta tragedie annunciate. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tragedie annunciate. Mostra tutti i post

domenica 12 ottobre 2014

ALLUVIONE DI GENOVA

Avrei tanto da dire in merito all'alluvione di Genova ,ma sarebbe come ripetere uno dei numerosi post che scrivo da anni.
Posso dire che sono ingegnere idraulico  ma, come tanti miei colleghi, mi occupo d'altro.
Perché?
Perché dissesto idrogeologico e protezione idraulica del territorio sono in fondo alla lista delle priorità per un Paese come l'Italia tra i più disastrati d'Europa.
Non è quindi un caso che mi occupi d'altro, come non lo sono i disastri che con cadenza biennale devastano i nostri territori.
E' brutto dirlo, lo so, ma queste tragedie sono già scritte.
Perché non si fa niente per evitarle?
A parte qualche mega progetto fuffa, buono solo per le tangenti, tutto è lasciato al caso.
Nessuna progettazione, pochi spiccioli da spendere, nessuna prevenzione.
Le priorità sono altre!
Intendiamoci, la colpa non è solo della politica.
La colpa è anche dei cittadini.
L'incuria,l'abusivismo, il lassismo, l'indifferenza, l'avidità, le speculazioni, l'ignoranza, tutto contribuisce allo scempio che abbiamo sotto gli occhi.
Ma non ho voglia di scrivere sempre le stesse cose. Basta!

Vedo le scene di devastazione di Genova e la tristezza mi attanaglia l'anima.
Il mi pensiero va alla vittima innocente, ai suoi familiari ed a tutti quanti in questo momento soffrono per quanto accaduto.

venerdì 10 ottobre 2014

9 ottobre 1963:il Vajont nell'oblio?

2000 innocenti,vittime di uomini avidi,pavidi,vigliacchi.
Una tragedia che riemerge una volta all'anno nei TG, per l'impegno di qualche giovane giornalista, ma dietro a notizie ritenute tristemente più importanti: il calcio, gli slogan vuoti di Renzi e palle così.
L'oblio copre il ricordo ma non cancella la tristezza.
Nel mio piccolo, ricordando faccio il mio dovere.
Documentarsi, non dimenticare!
Perché non accada mai più!

lunedì 3 febbraio 2014

IL TEMPIO DORICO DELL'ANTICA KAULON SCOMPARE NELL'INDIFFERENZA

Quand'è che lo Stato italiano, da sempre sbilanciato sugli interessi del Nord e del Centro, si ricorda del Sud?
Quando ha qualche nave carica di veleni (prodotti a nord) da far affondare nei suoi mari per esempio.
O quando ha container di monnezza (prodotti a nord) da sotterrare illegalmente nelle sue fertili terre.
O quando ha le armi chimiche della Siria da maneggiare nel porto di Gioia Tauro.
O quando fa sperimentare agli americani le armi della guerra tecnologica.

Ma quando si tratta di salvare le sue bellezze o i suoi cittadini dalla criminalità, lo Stato ItaloLombardoRomano si fa solo delle grasse risate.
Se gli italiani sono (quasi) tutti sudditi, noi meridionali siamo schiavi.

Il mare si porta via importantissimi resti archeologici a Monasterace, ma l'Italia che conta pensa ai Tweet di Grillo, Messora e compagni. Al massimo pensa ai ruttini di Renzi.

Signori leghisti, voi che mi accusate di fare la vittima (secondo voi il vittimismo è genetico nel meridionale), rispondete a 3 domande:
COSA DOBBIAMO FARE NOI MERIDIONALI PER REAGIRE ALLO STATO DI ABBANDONO NEL QUALE SIAMO?
COSA DOBBIAMO FARE PER LIBERARCI DALLA CRIMINALITA'?
COSA FARESTE VOI AL NOSTRO POSTO?

SPACCHERESTE TUTTO?
ECCO, PER UN SECONDO, SOLO PER UN SECONDO, IMMAGINATEVI AL NOSTRO POSTO.

POVERA KAULON, POVERA CALABRIA, POVERO SUD!

LETTA DIMETTITI!

mercoledì 20 novembre 2013

VAJONT, PER NON DIMENTICARE

L'avidità umana genera i disastri e le tragedie.

Da quel lontano 1963 non è cambiato nulla, anzi.
Si continua a violentare la natura per il bieco interesse di una manciata di speculatori senza scrupoli, per poi piangere le vittime di quelle che sono solo tragedie annunciate.


Un paio di settimane fa siamo tornati a Longarone, Erto,Casso e Fortogna,  ed abbiamo trovato tutto avvolto da un nebbia fittissima.
La diga era appena visibile, così come l'immenso fronte della frana.
Sembrava una triste metafora dell'Italia: consegnare gli errori all'oblio, affinché si possa continuare a sbagliare.....Questa è l'Italia?

Quella nebbia, quella maledetta nebbia mi ha lacerato nel profondo.









sabato 12 ottobre 2013

MARIO PASSI: VAJONT SENZA FINE

Ho letto il libro di Mario Passi "Vajont senza fine" e ve lo consiglio.
Più razionale e analitico del libro della Merlin, ma non per questo privo di coinvolgimento umano ed emozioni. Passi è uno tra i tanti giornalisti che accorsero il giorno dopo dell'onda, ma è uno dei pochi che restarono lì anche dopo che l'interesse mediatico passò (!).
A ripercorrere ancora una volta questa triste vicenda, si scopre con orrore che non è cambiato quasi niente. L'impressione è che i rimbalzi di responsabilità, le omissioni, la negligenza, l'incapacità, la vigliaccheria, l'avidità. la vanità ed il farla franca siano ancora oggi la regola in questo povero Paese.

Leggete il libro di Passi ed avrete un'idea di quanto poco sia cambiata l'Italia.
Purtroppo.

Per fortuna, allora come oggi, c'è anche chi dice no.
Ci sono stati magistrati, giudici, professori universitari, tecnici, giornalisti, amministratori e dirigenti pubblici che non si sono piegati.
Ce ne sono stati molti, tanti, troppi che invece per avidità, convenienza, codardia o incapacità, non hanno fatto altrettanto.
Così come accade oggi.
C'è stata una comunità che ha lottato contro tutto e tutti, e che è stata spazzata prima che dall'onda, dall'avidità di piccoli uomini senza scrupoli.
Quasi 2000 morti e delle condanne da incidente stradale colposo, per giunta indultate in gran parte.
Un'intera comunità polverizzata nella valle del Piave, e lo Stato, cioè sempre noi, a pagare i danni fatti da un'azienda privata protetta politicamente ed economicamente.
La tragedia del Vajont è ancora lì, a ricordarci da che parte stare.
Un ricordo che nell'Italia di oggi sembra affievolirsi, purtroppo.
Basta inaugurare qualche targa commemorativa o presenziare le manifestazioni di cordoglio a favore di fotografi e la nostra Politica va a dormire con la coscienza ripulita.
Schifosamente ripulita.
E il malaffare continua peggio di prima.
E le comunità sono lasciate nelle mani di barbari speculatori in cerca di guadagni facili ottenuti sulla pelle viva di cittadini onesti, innocenti ed indifesi.
Il privato compra i silenzi, le autorizzazioni, l'indifferenza, e poi lucra fino all'istante prima che arrivi l'irreparabile. Poi subentra lo Stato a pagare il conto.
Tanti pensano che oggi un nuovo Vajont non potrebbe mai ripetersi?
Dite?
Io penso invece che oggi sia ancora più facile, perché le classi dirigenti sono ancora più corrotte e, soprattutto, ancora più irresponsabili.
E soprattutto, oggi come ieri, sanno che resteranno impuniti.

NON DIMENTICARE!


giovedì 10 ottobre 2013

RESTIAMO UMANI: CANCELLIAMO LA BOSSI-FINI

Una delle peggiori leggi italiane di sempre, non a caso a trazione leghista: la Bossi-Fini;  torna a palesarsi nei media italioti, accompagnata dalla meschina finta sorpresa delle anime belle che popolano la nostra classe politica.
Dopo l'ultima tragedia del mare, ecco che i nostri onorevoli si pongono il problema di metter mano a quella disposizione normativa che, inutile nascondersi dietro un dito, non solo non ha risolto il problema degli sbarchi ma l'ha reso anche più drammatico.
Il solo concetto di immigrazione clandestina, ideato dai soliti leghisti, è un'offesa per la civiltà degli uomini; non è da meno lo schifoso favoreggiamento contestato ai marinai che salvano questi disperati da morte certa.
Questa legge indegna non deve essere modificata ma cancellata del tutto.
Si può ragionare su tutto, ma non sul prestare soccorso a chi rischia la morte.
Si può ragionare su tutto, ma non sul dovere civile e morale di accogliere chi scappa da guerre, fame e disperazione.
Si può ragionare su tutto, ma non su concetti che stanno alla base della civiltà degli esseri umani.

Per capire quanto sia indegna questa legge, faccio solo una considerazione:
immaginiamo di percorrere una strada qualsiasi in auto e di scorgere un'altra auto incidentata, con il guidatore riverso sulla strada e privo di sensi.
Per la legge italiana, ma prima ancora per la nostra stessa civiltà, se tiriamo dritto facendo finta di non vedere il ferito, possiamo essere giustamente condannati per omissione di soccorso.
Immaginiamo però di fermarci a soccorrerlo, prestando i primi aiuti ed allertando il 118.
Dopo le cure in ospedale, una volta salvo, si scopre che il ferito è un extracomunitario privo di permesso di soggiorno.
A quel punto, pur essendo dei cittadini giusti, possiamo immaginare che aver soccorso un immigrato clandestino determini la nostra condanna per favoreggiamento?
Questo determina di fatto la qualificazione del reato non in funzione dell'atto compiuto ma della "posizione giuridica" della persona bisognosa di soccorso. Se non presto soccorso commetto un reato, questo sì legato ad un atto ignobile come l'omissione di soccorso. Se soccorro commetto un reato, per il solo fatto di trovarmi di fronte ad un clandestino, pur ignorando tale "irregolarità".
Questa esempio assurdo, per quanto non relativo a barconi o viaggi della speranza, può essere traslato sulla Bossi-Fini.
Come si può immaginare che i marinai siciliani possano commettere un reato strappando questi disperati dalle onde?
Come si può immaginare che un essere umano commetta un reato per il solo fatto di essere scappato dalla fame e dalla disperazione?
Come si può tollerare l'esistenza di un reato come quello di immigrazione clandestina?

Ma i leghisti, quelli che continuano a sparare a zero sui presunti buonisti che favorirebbero l'immigrazione clandestina, l'hanno vista l'immagine delle centinaia di bare allineate a Lampedusa?
Sono uomini, donne, bambini.
Sono esseri umani, come noi.
Come i leghisti.
RESTIAMO UMANI!
Basta speculare sulle vite umane per cercare consensi elettorali con squallida propaganda razzista!
Basta!

Quanti morti innocenti dovremo vedere  prima di aprire gli occhi sulle nostre responsabilità?
Aiutare chi è più debole è un dovere morale e civile.
Accogliere i migranti (basta chiamarli immigrati o extracomunitari) è un dovere.

mercoledì 9 ottobre 2013

50 ANNI DAL VAJONT


Se avete la possibilità, recatevi a visitare la diga del Vajont. 
Quello che vedrete non può essere spiegato con semplici parole. 
La frana, immensa, tanto grande da sembrare una montagna anch'essa, è ancora lì, così come la diga ormai inutile. E poi Erto, Casso, Longarone, i segni dell'acqua sulla gola, il silenzio insostenibile di quei paesi abbandonati, il cordoglio per le 2000 vittime innocenti perite in quella maledetta notte.
Tante cose si sono dette, scritte, sussurrate su questa tragedia, poco noto invece è il dopo.
Lo scandaloso trattamento che lo Stato, la Sade, l'Enel e tutti gli enti coinvolti, hanno riservato ai sopravvissuti è passato in secondo piano.
Un'opera faraonica costruita da piccoli omuncoli nonostante tutti i rischi, sulla pelle viva di 2000 persone, con lo Stato complice per connivenza, superficialità.
Non bastano 50 anni per smorzare una rabbia ancora viva.
Non bastano, anche perché i metodi di chi decide di costruire "grandi opere", ignorando i pericoli per le comunità ,sono rimasti gli stessi. 
Nella tragedia del Vajont ci sono precise responsabilità, e sono tutte riconducibili ad esseri umani con tanto di nome e cognome. La natura non c'entra proprio niente.
Chi parla di "onda della morte" o "frana assassina" è solo un povero pirla.

Il pensiero finale come sempre va alle vittime, ai superstiti ed a tutte le famiglie coinvolte.

NON DIMENTICHIAMO!

domenica 28 luglio 2013

MARIO TOZZI: PIANETA TERRA ULTIMO ATTO

Ho appena letto il libro di Mario Tozzi "Pianeta terra ultimo atto" (ed.Rizzoli, 16euro).
Premetto che lo stile di scrittura di Tozzi mi piace, così come apprezzo i suoi programmi televisivi e, non ultimo, i suoi interventi da opinionista "tuttologo".
Il mese scorso ho letto il suo "Italia segreta" e sono rimasto molto affascinato dal racconto dell'Italia sotterranea di Tozzi.
Anche "Pianeta terra ultimo atto" è un bel libro, anche se racconta di quant'è stupida la specie umana.
Narra di un ipotetico ultimo uomo sulla terra, nascosto nel suo rifugio anti-atomico, illustrando le varie ipotesi sulla nostra fine.
In alcuni passaggi mi è sembrato di scorgere "il mondo senza di noi" del più noto Alan Weisman (tra l'altro, uno dei miei libri preferiti!), ma fare proprie le opinioni già espresse da altri è il miglior modo per far crescere una sana coscienza collettiva (in contrasto con l'incoscienza egoista di questi anni cupi).

Bravo Tozzi!

NB: "Pianeta terra ultimo atto" è come il dopobarba vecchia maniera: sai che ti fa bene, ma brucia da morire!
libro consigliato! (consiglio anche "Italia segreta")




mercoledì 5 giugno 2013

ILVA, DEBITI PUBBLICI E CREDITI PRIVATI


Il disfacimento nazionale è ben rappresentato dall'attuale situazione dell'ILVA di Taranto.
Dopo aver approfittato, speculato, sfruttato, inquinato, evaso, determinato la morte di centinaia e centinaia di persone (chissà quante ancora), distrutto un'intera zona e ricattato la città, la regione e l'Italia intera, ecco che  ora la patata bollente passa nelle mani dello Stato, e solo per pagare i debiti.
I crediti, ben più di quelli sequestrati in scandaloso ritardo, sono stati prontamente occultati nei paradisi fiscali che frequentano lor signori, mentre i debiti sono lì belli in evidenza e ce li hanno appena caricati sulle spalle.
Il governo degli amici dei padroni ha il guanto di velluto con quest'ultimi e quello d'acciaio con il popolo.

Ah..che le prescrizioni dell'Autorizzazione Integrata Ambientale sarebbero state disattese l'avevano capito tutti, eppure politici e media hanno passato mesi a raccontarci la favoletta dell' "ora che c'è l'AIA vedrete che bonificheranno". Tutte palle. Come sempre.
Questo Paese, il nostro Paese, si sta spegnendo come una candela tremolante.
Ma la colpa non è solo di quella ristretta fazione di rapaci capitalisti ma anche e soprattutto del popolo che li lascia fare.
Se i giovani, l'unico baluardo di speranza rimasta, non inizieranno a tirare fuori i denti per riprendersi la dignità ed il futuro che gli sono stati sottratti, l'Italia presto diverrà un arido deserto.
Un deserto fatto di morti di amianto, morti suicidi, morti di fame, morti di tristezza.
ENRICO LETTA DIMETTITI!

domenica 6 gennaio 2013

UNA TORRIDA TRISTEZZA


Ho appena letto un libro che racconta la vita di Marco Pantani ("un uomo in fuga" di Manuela Ronchi,Gianfranco Josti) e devo dire che mi ha molto turbato.
Da appassionato di ciclismo (e cicloamatore) del Pantani campione sapevo già  molto; del Pantani uomo praticamente niente. Attraverso le pagine del libro ho potuto avvicinarmi all'infinita fragilità di Marco, scoprendo quanto è facile divenire preda delle proprie paure, delle proprie tristezze. 

Il 5 giugno 1999 ricordo che ero in treno (mini vacanza per il compleanno) ed appresi la notizia della squalifica di Pantani dall'ormai vinto Giro d'Italia dalle battute di due ragazzotti nel vagone. O meglio, visto che le frasi che si erano scambiate erano prive di senso(Pantani dopato), risi considerandole solo delle infelici battute. Poi sceso dal treno la notizia continuava ad essere ripetuta da altre persone e allora mi resi conto che doveva essere vera.Purtroppo.
Dopo il primo momento di smarrimento, a parte una frangia di tifosi senza se e senza ma, tutto il mondo  sportivo condannò Pantani, dando per certa l'assunzione di EPO. Sinceramente non ricordo quale fu la mia prima analisi a freddo, ma rimasi molto stupito dalla reazione ostinata del campione e della sua squadra. Se il negare in prima battuta l'assunzione di dopanti era logico, col tempo mi aspettavo una mezza ammissione e poi l'assunzione completa di responsabilità. Invece niente.
Pantani ritornò alle corse, ma si capiva che Madonna di Campiglio lo aveva distrutto. In più pensarono:"ecco che ora che ha smesso di doparsi non vince più". Ma se questa ingenuità poteva essere tollerata perché detta dal pubblico, analoga considerazione non valeva per gli addetti ai lavori e per i giornalisti sportivi. E invece...
Insomma, la vita di Pantani può essere divisa in due: prima del 5 giugno 1999 e dopo questa maledetta data. Ma se quasi tutti conoscono la prima fase, quella del Pantani campione, ed il giorno della tragica fine, pochi (ed io ero uno di questi) sanno quanto è accaduto al Pantani uomo tra il 5 giugno 1999 e il 14 febbraio 2004. Questo libro mi ha aiutato a capire proprio questo.
Gli addetti ai lavori, quelli che pubblicamente onorano il Pirata, ma privatamente pensano che se l'è cercata,  diranno che è un libro "un po'" di parte (la Ronchi è stata la sua manager, oltre che grande amica del campione).
E non nascondo di averlo pensato anche io (dalla lettura traspare in molti punti un tremendo senso di colpa della Ronchi per non aver saputo aiutare l'amico cosa che, alla fine, può aver un po' offuscato la sua obiettività). Ma il risultato complessivo resta davvero tremendo.
A leggere quelle pagine si capisce che c'era un sacco di gente che speculava, direttamente o indirettamente, sul dramma di Pantani e sulla sua depressione e tossicodipendenza.
A leggere quelle pagine si capisce che è stata una morte annunciata.
Se prima provavo meraviglia per il Pantani campione e (purtroppo) pena per il Pantani uomo, oggi i due sentimenti si sono bilanciati verso l'alto. Pantani per me è stato un grande uomo, prima ancora di essere il più grande ciclista di tutti i tempi.
E se prima avevo poche ma sterili incertezze sul fatto che si fosse o no dopato, oggi sono certo che non lo ha fatto. Per quanto non sia un amante delle teorie complottistiche, purtroppo penso che sia stato  proprio vittima di un complotto. I motivi mi sfuggono naturalmente, ma l'ostinazione con la quale Marco ha continuato a dichiararsi innocente e, soprattutto, l'autodistruzione che lo ha portato allo morte, non fanno altro che dimostrare la sua innocenza. Fa male, davvero male pensare che si debba dimostrare la propria innocenza in questo modo. C'è tanta gente che si porterà questo peso sulla coscienza, soprattutto "grandi" giornalisti sportivi (luridi sciacalli), finti amici del campione (luridi sciacalli), addetti ai lavori (luridi sciacalli) e tutti quanti hanno sfruttato in ogni modo il dramma di Marco. 
Naturalmente vi consiglio di comprare e leggere il libro in questione, soprattutto perché una parte del ricavato va alla Fondazione Pantani.
L'ultimo pensiero naturalmente è per Marco, nella speranza che oggi, ovunque sia, abbia dimenticato la torrida tristezza che lo ha piegato, e si sia rialzato, ritrovando  il sorriso della felicità.
La felicità che tutti noi, volendo o non volendo, gli abbiamo portato via.

"L'ho fatto dopo grossi incidenti, mi sono sempre rialzato, ma questa volta non mi rialzo più. Ora vorrei solo un pò di rispetto. Penso ai miei tifosi, mi dispiace per loro e per il ciclismo"
(Marco Pantani, Madonna di Campiglio 1999)



martedì 13 novembre 2012

L'ITALIA DEL RISCHIO PERMANENTE MA IGNORATO

Ogni anno tra ottobre e  novembre  politici e giornalisti si ricordano del rischio alluvioni e di quante risorse si dovrebbero investire per mettere in sicurezza il territorio italiano.
Un sacco di parole inutili e intanto crolla un ponte e si porta via la vita di 3 persone.
Se provi a protestare per i tagli di risorse ti danno dello sciacallo: ora è il momento del cordoglio...e quando si deve protestare? Quando ci si deve indignare? Non è mai il momento?
Lutto nazionale, funerali con politici in prima fila a prendere i flash e da domani tutto come prima. Ci troveremo a piangere nuovamente qualche altra vittima innocente, riscoprendo il rischio idrogeologico tra un altro anno. Perfino oggi un ministro di questo governo ha avuto il coraggio di parlare di esuberi nella pubblica amministrazione e, tra gli altri enti, anche nel CNR.
L'ennesimo schiaffo al mondo della ricerca che, in un giorno triste come questo, fa ancora più male.
Eppure ci sarebbe un mare di risorse da recuperare.
Quali?
Basterebbe per esempio colpire in modo serio l'evasione fiscale.
E invece conviene lasciare tutto com'è.
Queste tragedie fanno ancora più male, perché sono tragedie annunciate!

mercoledì 23 maggio 2012

LA BOMBA DI BRINDISI E IL VIDEO DEL SOSPETTO

Ricapitoliamo un attimo quanto sappiamo finora-

1) uno o più criminali hanno piazzato una bomba pseudo-artigianale davanti una scuola di Brindisi, facendola esplodere ed uccidendo una ragazza di 16 anni (e ferendo gravemente altri 6 studenti)

2) la scuola è intitolata a Francesca Morvillo e Giovanni Falcone.

3) la bomba era costituita da tre bombole di gas  di uso domestico, fatte esplodere con un telecomando a distanza (si parla anche di un sensore di movimento, ma non sono esperto e la cosa dai giornali non è chiara)

4) la bomba, almeno per l'ultimo tratto, sarebbe stata portata in quel punto a mano(pare la sera prima).

5) i criminali in questione non hanno rivendicato l'attentato.

6) le primissime ipotesi degli investigatori hanno puntato per la matrice di stampo mafioso (sacra corona unita).

7) col passare del tempo, gli investigatori hanno iniziato a virare sull'ipotesi "pazzo isolato".

8) i giornali hanno pubblicato la foto estratta da un video ripreso da due telecamere poste su un'edicola (ubicata proprio nelle immediate vicinanze della scuola) nella quale si vede  un uomo (anche se i giornalisti hanno coperto il volto) che manovra qualcosa con le mani (si parla di un telecomando).

9) emergono nuovi dettagli sul soggetto ripreso: pare che dal video emerga un'importante invalidità ad un braccio. Trapelano indiscrezioni degli investigatori a mezzo stampa secondo le quali l'uomo in questione sarebbe il responsabile dell'attentato (forse con un complice).

10) gli investigatori fanno sapere che la pubblicazione della foto ha interferito con le indagini e che è stato un atto grave e, aggiungo io, anche stupido.

11) viene fermato e messo sotto torchio un abitante del luogo, in quanto riconosciuto come l'uomo del video. Dopo un giorno intero di interrogatori, gli investigatori fanno sapere che il soggetto fermato (solo in veste di testimone) è estraneo ai fatti e, quindi, liberato (con tante scuse).

12) gli investigatori tornano alle classiche indagini a 360°, pur lasciando intendere che il video in questione riprenda il responsabile e, quindi, sia la chiave per individuare i colpevoli.

Per noi comuni mortali le notizie si fermano qui.

Ora, lungi da me il voler esprimere certezze in merito (come invece stanno facendo tanti), ma una considerazione vorrei farla.

E' davvero immaginabile che un soggetto ripreso in pieno giorno da ben 2 telecamere,per giunta  con una invalidità ad un braccio, possa non essere individuato dagli investigatori in tempi rapidi?
Con le tecniche attuali è praticamente impossibile che sfugga alla cattura.
Quindi le possibilità sono due:


1) o il soggetto ripreso è effettivamente quello fermato, estraneo all'attentato, e quindi il video è del tutto inutile (e allora farebbero bene a dirlo, così almeno i giornalisti smetteranno di "fantasticare" su questo presunto signor X)

2) o del soggetto ripreso gli investigatori sanno nome e cognome ma non sono ancora riusciti ad arrestarlo perché si nasconde (e gli inquirenti farebbero bene a chiarire che se ha avuto la possibilità di nascondersi è proprio grazie ai giornalisti che hanno pubblicato la foto)


Non vedo sinceramente altre possibilità. 
A meno di non voler davvero accettare l'ipotesi che con le informazioni dette gli investigatori non siano in grado di individuare questo criminale. Ma personalmente non ci credo affatto.


La mia impressione è che una normale pista investigativa (il video), da abbandonare una volta accertata la sua inutilità (l'uomo è stato individuato ma è estraneo ai fatti), resti in sospeso solo perchè la pressione dei media e dell'opinione pubblica sugli inquirenti è tanta e tale dal non poter ammettere la verità. E cioè che a 5 giorni dall'attentato, purtroppo,  si brancoli nel buio.
Spero naturalmente di sbagliare.

giovedì 29 marzo 2012

TEMPI CUPI

Il fieno in cascina è finito.
Le lacrime della Fornero non bastano.
Arrivano tempi cupi signori.
Ai padroni vorrei dire qualcosa però: "chiudete pure gli occhi di fronte ai suicidi di disperazione.Fate finta di ignorarli. Ma la responsabilità morale di questi atti di chi è?"

sabato 24 marzo 2012

TENSIONE SOCIALE - ARRIVA IL MEDIOEVO

Chi guarda lontano, senza preconcetti ideologici,  non può ignorare lo scenario che ci aspetta per i prossimi anni.
Non penso di avere una buona lungimiranza, proprio perchè limitato fortemente nell'analisi dai miei coinvolgimenti ideologico-politici, e spero quindi di sbagliare.
Ma la mia impressione è che sia in atto una guerra.
Con   chirurgia scientifica il potere dei padroni sta incidendo i gangli vitali del nostro Paese, ben supportato dai media e da quelli che una volta si chiamavano "intellettuali". Oggi sono solo dei venduti, schiavi dei padroni.
Prima le pensioni, poi i giovani e le maternità, ancora la sanità e la scuola, la moneta e l'invenzione del debito pubblico e, oggi, i rimanenti diritti dei lavoratori.
Hanno spogliato l'uomo di diritti conquistati in decine e decine d'anni di lotte, con la scusa di uno stato di emergenza continuo che, dagli anni 80 in poi, non è mai cessato. L'imbarbarimento in atto però non è solo colpa dei "padroni". L'egoismo e l'idolatria per il particolare sono stati bene alimentati da una TV studiata proprio per eliminare il senso di appartenenza alla comunità, isolando ogni cittadino dal popolo.
E' così che può spiegarsi il lassismo anonimo del popolo mentre i politici travestiti da tecnici fanno il volere dei padroni?
No so.
L'impressione però è che ci si sia incamminati in quell'accidentato percorso ben descritto in una storiella che gira da sempre in alcuni ambienti "nobiliari".
Le risorse disponibili sono in rapido depauperamento, proprio perchè si è dato a "troppi" un livello di vita accettabile. Questo raccontano le "contesse" targate 2012.
Le poche centinaia di famiglie che governano su milioni di italiani si stanno semplicemente adeguando, stringendo la cinghia al popolo.
Nella teoria dei giochi c'è un ottimo esempio: l'equilibrio "predatori-prede".
Ecco, noi in questo "gioco" siamo le prede. E siamo troppe.
Loro, i padroni, sono i predatori. Ed hanno più fame di prima.
Il modello al quale si ispira questa gente è quello americano.
L'avete visto?
Un modello dove, se non hai i soldi, semplicemente sopravvivi.
No cure, no istruzione, no diritti, no dignità.
E questo mentre pochi "eletti", senza meriti (anzi molti demeriti), sono carnefici che sguazzano nell'oro.
In una parola, stiamo tornando al medioevo.
Sarò catastrofista ma credo che il futuro sia questo.
Ma finchè il popolo avrà l'ultimo modello di smartphone da comprare a rate, non aprirà gli occhi.
Purtroppo

Ah...per i "tecnici" che ci governano: evitate almeno di dire che lo fare per noi! Tanto vale regalarci una spada samurai e chiederci di fare Harakiri per il nostro bene. Ho detto regalarci? Scusate. Volevo dire "venderci" una spada samurai. Paghiamo col nostro stesso sangue.
Ma il nostro è un medioevo dove i nuovi proletari non si possono permettere più neanche la ricchezza dei figli.

venerdì 23 marzo 2012

L'ARTICOLO 18 E LA VALANGA DI LICENZIAMENTI

Gli scienziati che ci governano in questo periodo, nonostante le forti perplessità del popolo, ci spiegano che facilitare i licenziamenti è necessario per combattere la crisi.
A chi li accusa di giocare con quel pò di diritti rimasti ai lavoratori, Fornero & company rassicurano con frasi tipo "non ci sarà una valanga di licenziamenti" e tanti altri propositi da primo giorno di scuola.
Abbiamo già visto cos'è successo in quel giurassico 1997 quando Treu ci spiegava i vantaggi della flessibilità del lavoro. Anche allora gli imprenditori non avrebbero mai abusato dei vantaggi del famoso "pacchetto", per rendere precario il lavoro. Abbiamo visto.
Se fino ad oggi c'è stato un minimo di rispetto per i lavoratori, è proprio grazie alle protezioni esistenti.
Smantellare l'ultimo baluardo di giustizia nel mondo del lavoro determinarà proprio quello che oggi la Fornero esclude. UNA VALANGA DI LICENZIAMENTI.
Ma la cosa più schifosa sarà il persistere delle condizioni di ricatto da parte degli imprenditori.
Non vuoi lavorare il sabato? Bene. Ops..ci sono motivi economici...devo mandarti a casa.
Non vuoi assecondare ogni volere del capoccia aziendale? Bene. Ops...domani resta a casa che ti arriva la raccomandata A/R.
E così via.
Le aziende italiane (e gli imprenditori annessi) hanno già dimostrato quale livello di cinismo possono raggiungere con lo scandaloso precario.
Questo regalo della Fornero sarà utilizzato nel peggiore dei modi.
E, così come accadde per il precariato, ci ritroveremo tra 10 anni a dire: ma com'è stato possibile?
IL DETERRENTE E' L'UNICA SALVEZZA PER QUESTO POVERO PAESE.
TOGLIERE IL DETERRENTE VUOL DIRE AUTORIZZARE GLI ABUSI.
IL PD ??????
Ma del resto, il "Pacchetto Treu" non è stato sposato anche dal PD?????
Che fine hanno fatto tutti gli scienziati che allora parlavano di flessibilità come una ricetta per il rilancio dell'occupazione?
Abbiamo visto!!!
VERGOGNA!!

venerdì 25 novembre 2011

DOMANDE CRETINE

Quando una tragedia funesta un paese italiano, quasi prima dei soccorsi accorrono i giornalisti.
I giornalisti.
Diritto di cronaca si dirà.
Certo.
Purtroppo però il livello dei giornalisti di questi ultimi anni è andato calando in maniera vistosa, con punte da fossa delle Marianne (vi ricorderete quella giornalista che in piena notte ha svegliato alcuni terremotati aquilani che dormivano in macchina, con tanto di telecamera e domanda cretina).
Speranze che migliorino poche.
Nell'ultima tragedia, quella che ha devastato il messinese, un'oscena giornalista ha chiesto ad una signora anziana scampata per miracolo all'alluvione : "ha avuto paura?". La signora, ancora molto turbata, ha risposto in siciliano: "paura? stava murenn!!!!!".
Come a dire: ma che domanda del piffero è?
Sig. giornalisti, smettere di fare domande cretine sarebbe un gesto di civiltà.

giovedì 24 novembre 2011

IL PONTE SULLO STRETTO?


Calabria e Sicilia franano ad ogni scroscio di pioggia e la politica pensa al ponte sullo stretto di Messina.
Il  treno deragliato in Calabria non ha provocano una strage solo per un caso fortuito.
E' stato un miracolo. Ancora una volta nessuno farà niente.
Aspetteremo il prossimo alluvione per dare la colpa a madre natura.
Che schifo!!!!!!!!

venerdì 4 novembre 2011

ANCORA MORTI

C'è davvero poco da dire.
E' accaduto ancora.
Oggi è il tempo del cordoglio e del rispetto per le vittime.
Ma da domani si dovrà capire come è potuto accadere, individuando a tutti i livelli le responsabilità e, soprattutto, si dovrà far in modo che non possa riaccadere.
Purtroppo, per quanto visto in questi anni, a parte il funerale di Stato (con politicanti in prima fila e a favore di telecamere), dubito che si farà altro.
Fino alla prossima tragedia annunciata.
Povera Genova.
Povera Italia.