domenica 13 ottobre 2013

BEPPE GRILLO VS IL FATTO QUOTIDIANO

L'ex comico genovese ieri ha ufficializzato un "divorzio" che era nell'aria da tempo, sconfessando quello che, sin dalla nascita, è sempre apparso come un giornale molto vicino : il Fatto Quotidiano.
Intendiamoci, come dimostra l'odierna "scissione", non è che il Fatto seguisse Grillo, è che facevano la stessa strada. Almeno fino a che Grillo non ha iniziato ad esagerare col suo populismo, supportando tesi leghiste e reazionarie.
Ma come tutti i grandi amori finiti, il sentimento passa ma il rancore resta.
Basta guardare il metodo scelto da Grillo per chiarire la situazione (un anonimo post col titolo "I falsi amici", per giunta a firma di un ignoto attivista).
Inutile dubitare sul fatto che già il titolo raffinato sia farina del sacco Grillo-Casaleggio. Più che a nemici vestiti da finti amici, personalmente ho pensato ai "falsi amici" che si incontrano nell'approccio alle altre lingue: termini della propria lingua che si ritrovano identici in un altro idioma, pur avendo in quest'ultimo un significato totalmente diverso. Insomma, Grillo ed il Fatto sembravano dire le stesse cose, ma il significato profondo era evidentemente diverso.
Come capita spesso quando due gallinacci strepitano spennandosi a vicenda, mi godo lo spettacolo!
Già la risposta di Scanzi a Grillo è degna di nota, un po' meno quelle di Travaglio (e fattela 'na risata ogni tanto a Travà!) e di Gomez.
Godiamoci i prossimi round signori miei.

Grillo basta fare il leghista!


IL NUOVO SPOT MEDIASET

Guardo pochissima TV (Santoro, Linea Notte, TG3, Gazebo, Report) e me ne vanto.
L'altro giorno, per sbaglio, ho schiacciato inavvertitamente il tasto 5 del telecomando, beccando una pubblicità paradossale.
Lo spot autoreferenziale delle reti Mediaset col quale lor signori ci ricordano nell'ordine che:

- non incassano finanziamenti pubblici;
- non sono colossi americani;
- contano solo sulle loro forze;
- ogni mattina lì arrivano migliaia di persone che cercano di fare il massimo per regalarci una televisione:
 > moderna;
 > vivace;
 > completa;
- 11 reti gratuite;
- centinaia di programmi in onda ogni giorno, anche su internet;
- che non ci costano niente;
- niente ;
- nemmeno un bollettino postale;

Chiude lo spottone la frase seguente:
 " Così, giusto per ricordarlo".

Ora, ci sarebbe molto da dire su quasi tutti i punti che elencano, ma tralascio analisi cervellotiche e mi concentro, più che sull'infausto merito, sull'infelice metodo.
Si perché, a parte che sulla qualità della TV che ci "regalano" ho moltissime riserve (nell'elenco hanno dimenticato le tette e i culi per esempio), quel "giusto per ricordarlo" suona come il rinfaccio bambinesco di colui che ti donato qualcosa e vuole sentirsi dire grazie.
Grazie un bel piffero.
E poi, gratis un cippa: che con la pubblicità con la quale rincoglioniscono milioni di italiani fanno una barca di denari e, inoltre, fanno vincere (o non perdere) le elezioni al loro padrone.
Se poi le loro azioni vanno giù a picco o schizzano alle stelle non è per la qualità della loro TV (che se fosse per quella avrebbero già chiuso da anni), ma per i successi o gli insuccessi politico-mediadico-giudiziari del padrone già citato.
Sperare che il popolo del telecomando, oltre che scaldarsi davanti al maxischermo TV pagato a rate, si indignino per quello spot, è come voler svuotare il mare con cucchiaio e secchiello.

NB: signori Mediaset, a me la vostra TV fa schifo (così, giusto per ricordarlo)

LA FUGA DI MISTER B


Sono mesi (anni?) che penso a questo epilogo, e chissà quante volte l'ho scritto già su questo blog.
Ma se prima a parlare di fuga eravamo in pochi, ora sembra che questa ipotesi non sia poi così remota.
Mentre scrivo, la prima notizia del Fatto Quotidiano riporta alcune indiscrezioni riguardanti proprio la possibile fuga di Mister B.


E' senza passaporto, ma  in quanti jet privati può accomodarsi senza che nessuno controlli?
Del resto c'è chi dice che abbia comprato la villa ad Antigua proprio perché non c'è l'estradizione con l'Italia.

Potrebbe essere la fuga più telefonata della storia del crimine, ma quello che è certo è che, se davvero il Caimano si darà alla macchia, le forze dell'ordine resteranno imbambolate e sorprese almeno quanto noi.
Aspetto da mesi (anni?) che la parabola del Caimano, ormai in fase decadente,  intercetti l'asse delle ascisse, ma quest'attesa mi logora.
La fuga potrebbe essere la fine di questa triste storia e, cosa più importante, la liberazione dell'Italia.
Si, la liberazione!

Perché l'abbraccio mortale di questo unto pregiudicato strangola il nostro Paese da quasi un ventennio.
Che poi sia colpa degli italiani, questa è cosa nota.
Infatti, contro ogni logica, c'è ancora gente che lo difende (e non parlo di quelli che col servilismo ci campano!).
Incredibilmente, stupidamente lo difende!

sabato 12 ottobre 2013

MARIO PASSI: VAJONT SENZA FINE

Ho letto il libro di Mario Passi "Vajont senza fine" e ve lo consiglio.
Più razionale e analitico del libro della Merlin, ma non per questo privo di coinvolgimento umano ed emozioni. Passi è uno tra i tanti giornalisti che accorsero il giorno dopo dell'onda, ma è uno dei pochi che restarono lì anche dopo che l'interesse mediatico passò (!).
A ripercorrere ancora una volta questa triste vicenda, si scopre con orrore che non è cambiato quasi niente. L'impressione è che i rimbalzi di responsabilità, le omissioni, la negligenza, l'incapacità, la vigliaccheria, l'avidità. la vanità ed il farla franca siano ancora oggi la regola in questo povero Paese.

Leggete il libro di Passi ed avrete un'idea di quanto poco sia cambiata l'Italia.
Purtroppo.

Per fortuna, allora come oggi, c'è anche chi dice no.
Ci sono stati magistrati, giudici, professori universitari, tecnici, giornalisti, amministratori e dirigenti pubblici che non si sono piegati.
Ce ne sono stati molti, tanti, troppi che invece per avidità, convenienza, codardia o incapacità, non hanno fatto altrettanto.
Così come accade oggi.
C'è stata una comunità che ha lottato contro tutto e tutti, e che è stata spazzata prima che dall'onda, dall'avidità di piccoli uomini senza scrupoli.
Quasi 2000 morti e delle condanne da incidente stradale colposo, per giunta indultate in gran parte.
Un'intera comunità polverizzata nella valle del Piave, e lo Stato, cioè sempre noi, a pagare i danni fatti da un'azienda privata protetta politicamente ed economicamente.
La tragedia del Vajont è ancora lì, a ricordarci da che parte stare.
Un ricordo che nell'Italia di oggi sembra affievolirsi, purtroppo.
Basta inaugurare qualche targa commemorativa o presenziare le manifestazioni di cordoglio a favore di fotografi e la nostra Politica va a dormire con la coscienza ripulita.
Schifosamente ripulita.
E il malaffare continua peggio di prima.
E le comunità sono lasciate nelle mani di barbari speculatori in cerca di guadagni facili ottenuti sulla pelle viva di cittadini onesti, innocenti ed indifesi.
Il privato compra i silenzi, le autorizzazioni, l'indifferenza, e poi lucra fino all'istante prima che arrivi l'irreparabile. Poi subentra lo Stato a pagare il conto.
Tanti pensano che oggi un nuovo Vajont non potrebbe mai ripetersi?
Dite?
Io penso invece che oggi sia ancora più facile, perché le classi dirigenti sono ancora più corrotte e, soprattutto, ancora più irresponsabili.
E soprattutto, oggi come ieri, sanno che resteranno impuniti.

NON DIMENTICARE!


venerdì 11 ottobre 2013

MICHELLE BONEV E LE RIVELAZIONI SU FRANCESCA E SILVIO


Lo so, lo so: sarebbero fatti loro, e anzi lo sono certamente.
Le vere o presunte relazioni sentimentali della Pascale o di Silviuccio fanno parte della loro sfera personale e, oltre a stracatafottermene un piffero, sono da lasciare al loro ambito familiare.

Le rivelazioni di Michelle Bonev sul suo blog riguardano però non un signor Rossi qualsiasi, ma l'ex più volte Primo Ministro italiano, senatore ancora non decaduto, e dai più (?) riconosciuto ancora leader del partito più votato del Centro Destra.

Premesso che le accuse che la sig.ra Bonev devono essere naturalmente provate e che quindi, ad oggi, restano da prendere con le pinze, non si può far altro che sperare che la Pascale, invece di minacciare solo la querela, sporga regolare denuncia.
A fronte di questo atto formale, i giudici dovranno necessariamente verificare le affermazioni, restituendo giustizia. 


Dopo tutte le premesse che ho fatto, qualcuno potrebbe dire: e quindi? Se so' fatti loro che c'ho dici a fa?
Voo dico pecché se l'onnorevole de cui sopra ha effettivamente messo nscena tutto sto popò de fregnaccia sur suo fidanzamento cco la pupa, e poi se scopre che non è manco vero, ce se po ffa n'idea precisa der suddetto personaggio.

NB: chiaramente la polpa della storia è nella parte seconda delle rivelazioni, quelle riguardanti la presunta autorità della fidanzata ed i suoi presunti ricatti.

NB2: La Bonev nel rivelare queste indiscrezioni ha usato il seguente titolo "la verità ci rende liberi". Chissà se ha fatto bene i conti in merito.

NB3: si lo so,potrebbe essere la classica mitomane in cerca di notorietà. E infatti, prima di esprimere giudizi,aspettiamo la querela della Pascale e l'esito del processo conseguente.

Statevi bbuono guagliù

giovedì 10 ottobre 2013

1984

Ne ho già parlato chissà quante volte ma, nonostante l'abbia letto un decina di volte (l'ultima ieri), il libro di George Orwell "1984" continua ad affascinarmi in modo assoluto.
Pur descrivendo un mondo molto più fosco di quello che viviamo, presenta delle analogia tremende con la realtà che viviamo oggi, soprattutto noi italiani.

Non posso esprimere giudizi su questo testo senza rasentare un'adulazione disarmante, ma posso invitarvi nuovamente a leggerlo, analizzarlo, studiarlo.
Davvero unico.



BEPPE GRILLO E L'ABC DEL POPULISMO


Quando lo accusi di essere un populista si offende.
Poi però scrive post come quello di oggi, e ti iene voglia di fargli una pernacchia di quelle belle corpose.

In questa frase che vi riporto di seguito, secondo me ha espresso benissimo il concetto stesso di populismo:

"Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l'abolizione del reato di clandestinità, presente in Paesi molto più civili del nostro, come la Francia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti, il M5S avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico".


E certo, come no.
A parte che sulla presunta superiorità civile dei Paesi citati ci sarebbe da dire (p.e. della pena di morte negli USA ne vogliamo parlare?), l'impressione è che Grillo contrasti l'abolizione del reato di clandestinità più per paura di perdere consensi che per una convinzione personale.

Il tipico metodo del populista.

Sig. Grillo, ti do una notizia: guarda che gli italiani sono migliori di quello che pensi.
Quelli che credono al "valore" del reato di clandestinità sono una ristretta minoranza.
Non voterò mai per il M5S perché ritengo che Grillo e Casaleggio siano due populisti fatti e finiti.

NB: avviso per l'ex comico di cui sopra. Ultimamente le tue tesi sembrano ricalcare quelle della Lega Nord. Non considerarlo un complimento!

RESTIAMO UMANI: CANCELLIAMO LA BOSSI-FINI

Una delle peggiori leggi italiane di sempre, non a caso a trazione leghista: la Bossi-Fini;  torna a palesarsi nei media italioti, accompagnata dalla meschina finta sorpresa delle anime belle che popolano la nostra classe politica.
Dopo l'ultima tragedia del mare, ecco che i nostri onorevoli si pongono il problema di metter mano a quella disposizione normativa che, inutile nascondersi dietro un dito, non solo non ha risolto il problema degli sbarchi ma l'ha reso anche più drammatico.
Il solo concetto di immigrazione clandestina, ideato dai soliti leghisti, è un'offesa per la civiltà degli uomini; non è da meno lo schifoso favoreggiamento contestato ai marinai che salvano questi disperati da morte certa.
Questa legge indegna non deve essere modificata ma cancellata del tutto.
Si può ragionare su tutto, ma non sul prestare soccorso a chi rischia la morte.
Si può ragionare su tutto, ma non sul dovere civile e morale di accogliere chi scappa da guerre, fame e disperazione.
Si può ragionare su tutto, ma non su concetti che stanno alla base della civiltà degli esseri umani.

Per capire quanto sia indegna questa legge, faccio solo una considerazione:
immaginiamo di percorrere una strada qualsiasi in auto e di scorgere un'altra auto incidentata, con il guidatore riverso sulla strada e privo di sensi.
Per la legge italiana, ma prima ancora per la nostra stessa civiltà, se tiriamo dritto facendo finta di non vedere il ferito, possiamo essere giustamente condannati per omissione di soccorso.
Immaginiamo però di fermarci a soccorrerlo, prestando i primi aiuti ed allertando il 118.
Dopo le cure in ospedale, una volta salvo, si scopre che il ferito è un extracomunitario privo di permesso di soggiorno.
A quel punto, pur essendo dei cittadini giusti, possiamo immaginare che aver soccorso un immigrato clandestino determini la nostra condanna per favoreggiamento?
Questo determina di fatto la qualificazione del reato non in funzione dell'atto compiuto ma della "posizione giuridica" della persona bisognosa di soccorso. Se non presto soccorso commetto un reato, questo sì legato ad un atto ignobile come l'omissione di soccorso. Se soccorro commetto un reato, per il solo fatto di trovarmi di fronte ad un clandestino, pur ignorando tale "irregolarità".
Questa esempio assurdo, per quanto non relativo a barconi o viaggi della speranza, può essere traslato sulla Bossi-Fini.
Come si può immaginare che i marinai siciliani possano commettere un reato strappando questi disperati dalle onde?
Come si può immaginare che un essere umano commetta un reato per il solo fatto di essere scappato dalla fame e dalla disperazione?
Come si può tollerare l'esistenza di un reato come quello di immigrazione clandestina?

Ma i leghisti, quelli che continuano a sparare a zero sui presunti buonisti che favorirebbero l'immigrazione clandestina, l'hanno vista l'immagine delle centinaia di bare allineate a Lampedusa?
Sono uomini, donne, bambini.
Sono esseri umani, come noi.
Come i leghisti.
RESTIAMO UMANI!
Basta speculare sulle vite umane per cercare consensi elettorali con squallida propaganda razzista!
Basta!

Quanti morti innocenti dovremo vedere  prima di aprire gli occhi sulle nostre responsabilità?
Aiutare chi è più debole è un dovere morale e civile.
Accogliere i migranti (basta chiamarli immigrati o extracomunitari) è un dovere.

mercoledì 9 ottobre 2013

50 ANNI DAL VAJONT


Se avete la possibilità, recatevi a visitare la diga del Vajont. 
Quello che vedrete non può essere spiegato con semplici parole. 
La frana, immensa, tanto grande da sembrare una montagna anch'essa, è ancora lì, così come la diga ormai inutile. E poi Erto, Casso, Longarone, i segni dell'acqua sulla gola, il silenzio insostenibile di quei paesi abbandonati, il cordoglio per le 2000 vittime innocenti perite in quella maledetta notte.
Tante cose si sono dette, scritte, sussurrate su questa tragedia, poco noto invece è il dopo.
Lo scandaloso trattamento che lo Stato, la Sade, l'Enel e tutti gli enti coinvolti, hanno riservato ai sopravvissuti è passato in secondo piano.
Un'opera faraonica costruita da piccoli omuncoli nonostante tutti i rischi, sulla pelle viva di 2000 persone, con lo Stato complice per connivenza, superficialità.
Non bastano 50 anni per smorzare una rabbia ancora viva.
Non bastano, anche perché i metodi di chi decide di costruire "grandi opere", ignorando i pericoli per le comunità ,sono rimasti gli stessi. 
Nella tragedia del Vajont ci sono precise responsabilità, e sono tutte riconducibili ad esseri umani con tanto di nome e cognome. La natura non c'entra proprio niente.
Chi parla di "onda della morte" o "frana assassina" è solo un povero pirla.

Il pensiero finale come sempre va alle vittime, ai superstiti ed a tutte le famiglie coinvolte.

NON DIMENTICHIAMO!

martedì 8 ottobre 2013

L'ASFALTO NUOVO E L'AMNISTIA

Nel lontano 5 ottobre 1984 ero solo un ragazzino, ma ricordo bene l'evento che accese i riflettori nazionali sul mio paese natale: la visita di Papa Giovanni Paolo II alla città di Paola (Cosenza) ed al Santuario di San Francesco.

Una folla immensa e tanto entusiasmo, ma non è di questo che voglio parlare.
Stasera, mentre ero in doccia, ho riflettuto sulla notizia politica del giorno (Napolitano e l'invito al Parlamento per una possibile amnistia) e mi è venuta in mente proprio quella lontana visita papale.
Il mio paese, pur essendo tra i più ricchi della Calabria, all'epoca (e, purtroppo ancora oggi), non vantava un'economia solida  ed anzi versava in uno stato di totale abbandono da parte dello stato centrale (purtroppo ancora oggi). Insomma, per sintetizzare, le strade della mia città allora erano un colabrodo inverosimile di buche e dissesti (purtroppo ancora oggi).


Qualche settimana prima dell'annunciatissima visita papale, ecco che chi di dovere (l'Anas, lo Stato,  la politica, boh!) pensò bene di asfaltare a nuovo le strade, con un però. 
Agli occhi di un bambino come me, quella era la civiltà, il progresso. 
Strade nuove finalmente! Basta buche!


Il però che ho lasciato qualche frase fa era rappresentato da una stranissima coincidenza; le strade riasfaltate seguivano semplicemente il percorso che avrebbe seguito la Papa-mobile, dal palco autorità posto sul lungomare al Santuario di San Francesco di Paola.
Il restante parco strade cittadino fu lasciato nelle stesse condizioni originarie.
Non ricordo quale fu la mia reazione allora ma, ancora non indurito dalla vita, immagino fui comunque felice nell'accontentarmi del fantomatico mezzo bicchiere pieno.

Oggi guarderei l'altro mezzo, ma lasciamo perdere.

Insomma, la visita del Papa aveva convinto chi di dovere a sistemare delle strade che meritavano una sistemata da almeno una quindicina d'anni, ma solo in relazione al minimo indispensabile (il percorso appunto).
Ora mi direte: e che c'entra 'mo 'sta storia del Papa?
L'idea che le carceri italiane siano tra le peggiori d'Europa (almeno dell'Europa più importante, quella nella quale pensiamo di meritare un posto), con sovraffollamenti SCANDALOSI, non ha spinto in questi anni la politica a pensare a soluzioni tipo l'amnistia ma,  ora che Berlusconi è parte in causa nella vicenda reclusione, ecco che l'argomento clemenza diviene non più rinviabile.

Un po' come la storia dell'asfalto sul percorso papale.

Ancora non ho capito se Berlusconi potrà usufruire di questi vantaggi e se la fortunosa coincidenza della possible amnistia sia davvero un caso, ma possiamo accontentarci di questa scusa per sperare almeno che i carcerati italiani possano trarne giovamento?
Ma perché dobbiamo sempre ragionare da sudditi?
Ma perché non ci ribelliamo a questa politica?
Ma non siamo stanchi di questa Italia?

NB: per evitare equivoci, l'intento del mio ardito paragone non è quello di offendere la religione ed i credenti (e ci mancherebbe pure), ma quello di mostrare i mezzucci della politica nazionale e l'interessamento "oculato" di questa ai problemi del popolo, solo quando questi coincidono con quelli dei padroni. Aspetto l'evolversi degli sviluppi del "progetto amnistia" prima di trarre conclusioni, ma resto pessimista.





ANCORA SUL GIRO DI LOMBARDIA 2013

Ho pescato il video Rai relativo al Muro di Sormano, con l'intento vanitoso di ricercarmi nelle immagini.
E' andata male!
Hanno staccato le immagini proprio sul nostro tornante, restituendo quelle lontanissime dall'elicottero.
Per completezza vi mostro il me stesso visto dall'elicottero:



Qui il video dal quale ho tratto il fotogramma in questione.
Godetevelo!!

http://www.youtube.com/watch?v=OwAo7v3yY6s


NB: come faccio a sapere che sono davvero io? Perché in quel punto ero solo e poi per l'occasione indossavo una felpa giallo fosforescente visibile dallo spazio (come la Grande Muraglia!)

lunedì 7 ottobre 2013

GIRO DI LOMBARDIA 2013

Che secondo voi potevo perdermi il Giro di Lombardia 2013?
Certo che no!
Sono passati dalla "mia" Valcava, ma anche e soprattutto dal mitico Muro di Sormano; ed è proprio nel punto più ripido di quest'ultimo che li ho aspettati per vederli soffrire pedalando su pendenze del 25-30% (non so se mi spiego!).
Che dire?
Fantastico!!!!!!!!
Il tempo come al solito ha fatto i capricci, ma lo spettacolo è stato davvero magico.
Vi lascio parecchie (ma proprio tante) foto che ho scattato sperando di farvi cosa gradita.
Dalle loro espressione potrete avere un'idea della difficoltà del Muro.

ANNI FELICI VS GRAVITY

Grazie ad un fine settimana funestato dalla pioggia, ho dovuto/potuto dar sfogo ad una delle mie mille passioni: il cinema. Ho quindi dedicato le due serate di sabato e domenica alla visione rispettivamente di "Anni felici" e "Gravity -3D". 
Andiamo per ordine.

Anni felici.

Il film di Daniele Luchetti narra la vicenda di una coppia degli anni '70, con tanto di prole al seguito (due ragazzini simpatici), cercando di restituire l'atmosfera ribelle/emancipata di quell'Italia così diversa da quella di oggi. Il tutto prendendo in giro l'arte contemporanea e le sue assurde iperboli di follia estrema e soggettiva. Perché un quadro tutto blu dovrebbe essere considerato un'opera d'arte se posso farlo anche io che sono un bambino? Questo chiede il bimbo al padre artista contemporaneo, rassicurando chi come me la pensa allo stesso modo.
Micaela Ramazzotti e Kim Rossi Stuart hanno dato una prova davvero convincente, così come il resto del cast; un po' deboli scenografia ed ambientazione, estremamente carente la storia.
Il vero punto debole di questo film è proprio la storia, un po' sciatta e buttata via.
Luchetti, forse perché preso nella ricostruzione fedele dei suoi ricordi (è una storia autobiografica) ha perso l'occasione per rendere avvincente un racconto che, meglio imbastito, avrebbe avuto più di uno spunto interessante. Il giudizio complessivo del film è comunque positivo, ma non riesce a strapparmi più di un 6 1/2.
NB: non è un film per bambini!





Gravity(3D)

Il 3D salverà davvero il Cinema da Emule?
Ai posteri l'ardua sentenza. 
Certo che di film con 3D da schifo ne ho visti parecchi per essere ottimista. 
Ma si dai, quei film dove il 3D viene usato solo per l'oggetto puntato a favore di telecamera ogni tanto per poi scomparire del tutto.
Insomma, il 3D (e 11euro di biglietto) può essere giustificato solo per film pieni di effetti speciali ed affini e, quindi, nei pellicoloni di Hollywood.

Chiusa la parentesi veniamo al film di Alfonso Cuaron.
Effetti speciali molto belli e 3D sfruttato molto bene. Punto.

Insomma, se amate il panorama con vista del nostro pianeta, correte al cinema perché ne vale la pena.
Se cercate invece una storia o un film coinvolgente, tenetevi alla larga.
Sandra Bullock mostra solo una forma invidiabile e nient'altro.

George Clooney ha dato l'ennesima prova di recitazione scadente, aiutata solo dal sempre ottimo Pannofino al doppiaggio.
Per carità di patria (o meglio, di pianeta) tralascio i clamorosi errori/strafalcioni del film ma, pur immaginando che Cuaron abbia una fisica tutta sua e diversa dalla nostra, non nascondo il mio disagio nel vedere gli astronauti impattare contro le stazioni orbitanti cavandosela solo con qualche botta. Una puttanata così clamorosa da rimpiangere il costo del biglietto. Ma di stupidate di questo tipo ce ne sono parecchie.
Voto finale 6, ma solo per le immagini (e per una stupenda inquadratura della Calabria dallo spazio che, da buon emigrante mi ha fatto emozionare).
NB: astenersi astrofisici!
NB2: è probabile che su Sandra Bullock  e, soprattutto, sul suo fisico statuario, siano andati giù pesanti con gli effetti speciali. C'erano, potevano fare qualcosa anche per l'espressione svarionata di Mr George !!!!!

domenica 6 ottobre 2013

NON LASCIATECI SENZA SALLUSTI

Già c'è la peggiore crisi dal '29 e l'umore è quello che è, ci manca solo che ci leviate pur il conforto delle sallustiadi.
A sera,  dopo una giornata irta e puntuta, tanti come me vanno alla ricerca dell'editoriale di Sallusti per ridere finalmente di gusto, spalmando balsami oleosi sulle ferite quotidiane.
E ora, dopo che l'eroe si è immolato per il suo sovrano, lo abbandonate al suo destino?
Chi potrebbe sostituirlo?
Chi potrebbe mai avere il coraggio di scrivere i suoi editoriali?
Nessuno.
Sallusti è unico ed inimitabile.
Riesce sempre a scrivere l'impossibile!!
Sallusti è uno che, per la foga di difendere Berlusoni, riuscirebbe a scrivere che la luna è quadrata, senza perdere per questo il ghigno incazzoso di chi, pur sapendo di dire una puttanata epocale, vuol mostrare al pubblico di crederci veramente.
Sallusti è un generale che lavora da soldato semplice, scavando trincee nella logica e combattendo una guerra già persa, ma con l'ostinazione ottusa di chi crede davvero nella sua missione.
I suoi editoriali mi regalano sempre grassissime risate e per questo rivendico il mio diritto di poter continuare a leggerli.
Salvate il soldato Sallusti, fatelo per noi, fatelo per me!
A pensarci, fatelo anche per lui.
Dubito che possa trovare qualche altra occupazione nel mondo del giornalismo dopo le memorabili prove fornite in questi anni...

Berlusconi ricordati degli amici!
Salva Sallusti!

BERLUSCONI CHIEDERA' L'AFFIDAMENTO AI SERVIZI SOCIALI


Non so se Berlusconi sia o meno un giocatore di scacchi, ma spero proprio di no.
Sarebbe un pessimo giocatore.
Si, pessimo.
Perché nonostante tutti i consiglieri, esperti, tecnici ed avvocati dei quali può disporre, le sue mosse sono sempre le peggiori possibili.
Avrebbe potuto "sfruttare" sin da subito la carta dell'affidamento ai servizi sociali, caricando di retorica il suo "impegno" nel sociale, ancorché coatto, e invece,dopo la condanna, si è vestito da "martire" a tanto al chilo, rivendicando con sprezzo del ridicolo la sua volontà di ANDARE IN GALERA.
Ci ricordiamo cosa dichiarava a fine luglio?
NO?

Ve lo riporto allora:

“Non farò l’esule, come fu costretto Craxi. Né accetterò di essere affidato ai servizi sociali, come un criminale che deve essere rieducato. Ho quasi settantotto anni e avrei diritto ai domiciliari, ma se mi condannano, se si assumono questa responsabilità, andrò in carcere”

Certo, come no. 
Ottima scelta vestirsi da martire, sempre che poi questa strategia sia portata a termine.
E invece no.
Ecco, credo purtroppo che questo sia stato un errore fatale.
Un po' come cambiare strategia dopo aver irrimediabilmente posizionato i pezzi sulla scacchiera.
Si può anche vincere, certo, ma si deve essere campioni veri.
Dicevo, questo cambio di strategia per me è stato un errore fatale.
Si, perché basta guardare le condizioni per le quali è concesso l'affidamento, per capire che nel suo caso non ci siano le condizioni.
Intendiamoci, se alla fine dovessero accettare di spedirlo ai servizi sociali, è solo per evitare qualche mese di lagnosi insulti a mezzo dei suoi media. Ma è una mia opinione.
Vediamo allora queste condizioni, tratte dall'art. 47 dell’Ordinamento Penitenziario (così come modificato dall’art. 2 della Legge n. 165 del 27/05/98).
Requisiti per poter accedere ai servizi sociali:
1 che la pena detentiva inflitta, o anche residuo pena, non superiore a tre anni;
2 per chi è detenuto: una relazione "di sintesi" che preveda che la misura alternativa, anche attraverso le prescrizioni, contribuisca alla rieducazione del condannato e assicuri la prevenzione del pericolo che egli commetta altri reati;
3 per chi non è detenuto: aver tenuto un comportamento tale, dopo la condanna, da consentire lo stesso giudizio di cui sopra, anche senza procedere all’osservazione in istituto

Ora, tralasciando tutto il resto, siamo sicuri che Berlusconi dopo la condanna definitiva abbia tenuto un comportamento tale da consentire a chi deve decidere di affidarlo ai servizi sociali se questo beneficio possa davvero contribuire alla rieducazione del condannato e, soprattutto, che assicuri la prevenzione del pericolo che egli commetta altri reati?
Ricordiamoci che Berlusconi ha sempre negato di essere colpevole e, anzi, ha accusato i giudici a vario titolo di eversione, di fare politica con le sentenze, di minare la democrazia, ecc, ecc....
Ed ha anche rincarato la dose accusando pure il Presidente della Repubblica di non aver impedito la condanna e, peggio, va in giro a dire che gli avrebbero raccontato di un interessamento di Napolitano per farlo condannare.
Insomma ha usato tutto il suo potere economico e mediatico per opporsi in tutti i modi ad una condanna che non ha mai accettato.
Come può contribuire alla sua rieducazione l'affidamento ai servizi sociali?
E poi, sempre ammesso che il PM decida di concedere questa opportunità,  c'è un altro discorso da fare: le prescrizioni.
Le prescrizioni devono essere fissate all'inizio della pena alternativa e devono essere rigorosamente osservate dal condannato al quale, diversamente, i servizi sociali possono essere revocati.
Tra le prescrizioni indispensabili ci sono quelle che riguardano:
1. i rapporti con il Centro di Servizio Sociale; 
2. la dimora;
3. la libertà di movimento;
4. il divieto di frequentare determinati locali;
5. il lavoro;
6. il divieto di svolgere attività o di avere rapporti personali che possono portare al compimento di altri reati. 

Guardatele bene queste prescrizioni. Siete sicuri che in questi 6 punti non ci siano condizioni che Berlusconi possa disattendere? 

Vedremo cosa sarà deciso, ma non mi stupirei affatto se alla fine sia costretto agli arresti domiciliari.
Per lo scacco matto dobbiamo ancora aspettare, ma non credo che i pezzi rimasti sulla scacchiera saranno abbandonati alla passiva rassegnazione. Oramai l'uomo l'abbiamo conosciuto in tutte le sue sfaccettature e, si sa, il veleno sta nella coda.
Quello che è certo è che metà dei suoi guai sono dovuti a quello che combina, l'altra metà a quello che dice. Si perché parla, parla, parla......